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La Bce avvita lo spread
Scritto da Giorgio Arfaras   
Lunedì 28 Novembre 2011

Lo spread è entrato nella vita di tutti i giorni. È vissuto come se fosse un giudizio oggettivo sulle virtù e i difetti dei paesi. Sicuro che sia così?

Che sia un giudizio senz'altro, che sia pure oggettivo, c'è da dubitare. Lo spread a 500 punti base non ha alle spalle un ragionamento molto solido, eppure si è formato e persiste. La ragione è che si hanno dei meccanismi che, in tempi di crisi, sfavoriscono il debito italiano e favoriscono quello tedesco.

Lo spread è esagerato

Lo spread è la differenza di rendimento fra due titoli di stato della stessa durata, per esempio la differenza fra un BTP e un Bund a dieci anni. Maggiore la differenza, maggiore il premio per il rischio. Per esempio, se lo spread è del 5% (o, come si dice, di 500 punti base) fra il BTP che rende il 7% e il Bund che rende il 2%, si ha quest’andamento: chi compra il BTP e spende 100 euro, dopo dieci anni, si trova 170 euro (saltando il calcolo con i rendimenti composti), ossia 100 euro di capitale e 70 euro (7%x10) di cedole cumulate. Col Bund si trova ad avere 120 euro.

La differenza è enorme. I due titoli sarebbero, infatti, simili se e solo se il BTP, invece di essere  rimborsato a 100 euro, fosse rimborsato a 50 euro. Infatti: 100 + (7%x10) = 170 - 50 = 120, che è il rendimento nel periodo del Bund. In altre parole, con lo spread di 500 punti base si ha una previsione implicita che alla scadenza il titolo italiano sarà rimborsato solo per la metà. In altre parole ancora, il premio per il rischio corrisponde a una parziale insolvenza del Tesoro italiano. Oppure, altra ipotesi, che alla scadenza il BTP sarà rimborsato in lire e non in euro, con la lira che cambia con il marco con una svalutazione pari al 5% cumulato per dieci anni.

Si tenga conto che due titoli del Tesoro, emessi nella stessa moneta da paesi egualmente solventi, deve avere lo stesso rendimento, ossia lo spread deve essere pari a zero. Quando si osserva uno spread del 5% si ha perciò un giudizio che è di parziale insolvenza del Tesoro italiano, o di solvenza, ma in lire. Nei commenti sullo spread quasi mai si scava per capire il significato di uno spread di questo tenore. Se si facesse, dubito che qualcuno sarebbe d'accordo con il giudizio che l'Italia sarà
insolvente sul debito al 50%, oppure che si torni alla lira che si svaluta del 50% sul marco. Si avrebbe, infatti, una ripresa delle esportazioni in Italia e una crisi dell'industria tedesca. E dunque il gettito fiscale italiano aumenterebbe, mentre quello tedesco scenderebbe. Il debito pubblico italiano tornerebbe tonico e quello tedesco sarebbe mal messo.

Insomma, lo spread a 500 punti base non ha a suo sostegno un ragionamento molto solido. Eppure c’è. Per quale ragione?



 
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