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28 Marzo 2012 - Redazione

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Agenda Liberale è un'idea, fortemente voluta, di Alberto Musy.
La stessa forza Alberto la sta dimostrando in questi giorni.
Aspettandolo, noi continuiamo quell'idea; sospesi, stupefatti.
Sicuri, più che mai, che occorra davvero fare di tutto per cambiare, in meglio, il mondo.

Iron Lady
Scritto da Giorgio Arfaras   
Venerdì 10 Febbraio 2012

Non è per niente semplice giudicare un leader politico, se si vuole essere rigorosi. Per esempio, sostenere che la Thatcher abbia contribuito a migliorare l'economia inglese è affermazione che andrebbe provata. Solo che la prova è difficile da produrre. Quando arriva la Thatcher il problema era la stagnazione e l'inflazione. E' la variazione  positiva del PIL e il minor tasso d'inflazione la prova del miglior andamento delle cose con la Thatcher? Ossia, se l'economia inglese fosse uscita in breve tempo dalla stagnazione riducendo l'inflazione, allora la Thatcher avrebbe fatto bene?

Se si guardano i numeri del periodo 1979-1983, l'economia inglese dopo la crisi iniziale è tornata al punto di partenza, e l'inflazione non è mai scesa molto. Basta questo per affermare che la Thatcher "nella prassi" non ha mantenuto "le promesse"? No. Si pensi all'economia della fine degli anni settanta, avendo in mente l'Italia. Le fabbriche erano difficili da governare e l'inflazione riduceva la ricchezza finanziaria delle famiglie. Un governo che avesse contribuito a fermare questa tendenza - anche se nei primi anni le cose non fossero migliorate – avrebbe fatto bene. Dunque non è semplice provare che la Thatcher abbia fatto male, solo perchè l'economia non è subito cresciuta e l'inflazione non è scesa a dei livelli minimi.

Poi si hanno gli aspetti non misurabili. Prima della Thatcher (e di Reagan) si pensava che lo stato potesse regolare senza danni l'economia. Una corrente di pensiero che si forma negli anni trenta (che possiamo chiamare "keynesismo") e che si afferma nel dopoguerra fino ai primi anni settanta. Con la Thatcher prima e con Reagan poi, arrivano due asserzioni (o slogan) inattesi. (Inattesi ma non nuovi, essi erano i cavalli di battaglia dell'economia "austriaca").

"Lo stato non esiste ma esistono le persone concrete" – afferma la Thatcher, "lo stato è il problema non la soluzione" – afferma Reagan.

Nel caso della Thatcher è affermare che gli italiani non esistono, mentre esistono le persone concrete: Maria e Gennaro. E' come dire che gli individui che vivono in Italia non hanno una sostanza comune che li unisce, in parole difficili un'ipostasi. Nel caso di Reagan lo stato non entra in gioco durante una crisi e poi, finita questa, si ritira, ma continua a espandersi nella ricerca del consenso attraverso la spesa pubblica. In altre parole, non si ha il caso keynesiano classico dell'attivismo pubblico per un tempo limitato, bensì il caso dei politici che si comportano come gli imprenditori. I secondi cercano il fatturato, i primi i voti. E' la corrente di pensiero che nasce prima con Schumpeter e poi diventa un luogo classico della politologia statunitense.

Insomma, delle cose che oggi sono considerate banali, ma che allora erano proprio scandalose. Il Mercato con la Thatcher (e Reagan) diventa il luogo aggregante, mentre prima era lo Stato. Da qui la definizione di "liberisti", o "neo liberisti". Lo scontro con i minatori nel Regno Unito, e con i controllori di volo negli Stati Uniti sono stati i momenti simbolici della battaglia. I produtori (e le loro organizzazioni) che sono combattuti per far spazio ai consumatori. Una società consumatori sovrani dunque, ma non solo, anche di proprietari. Ecco allora le case popolari che sono vendute agli affittuari nel Regno Unito.

Nell'immaginario e nella realtà (è difficile distinguere che cosa abbia maggior peso), la Thatcher è colei che ha tracciato il passaggio da un'epoca a un'altra. Non proprio poco.

 
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