Ricerche e Progetti

6 Novembre 2013 - Francesco Chiamulera

Il Genoma è per sempre – e per tutti?

1. Quanti sono gli abitanti del pianeta che hanno fatto uso finora del test del DNA? La domanda non è peregrina. Da quando nel 2003/2005 è stata ultimata la fase più importante della mappatura del genoma umano si sono moltiplicati i siti web che forniscono un servizio completo, recapitato direttamente nella propria casella email. “La salute e gli antenati cominciano qui”, come recita uno slogan. Con la possibilità, soprattutto, di condividere tali risultati su internet, come racconta Sergio Pistoi (Il DNA incontra Facebook, Marsilio 2012). La scansione del genoma, la sua traduzione in dati leggibili e accessibili, l’esportazione di informazioni così dettagliate riguardanti il proprio corredo genetico aprono una serie di questioni vitali che riguardano la politica e la biologia, la privacy e la tutela della riservatezza, in un domani molto prossimo, anzi praticamente già cominciato.

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6 Novembre 2013 - Antonio Picasso

Afghanistan, la Nato si ritira per restare

Il 2014 sarà lanno della svolta per lAfghanistan. La missione Isaf (International Security and Assistance Force) chiuderà i battenti. La Nato passerà quindi a una presenza significativamente ridotta a fianco delle forze di Kabul. C’è chi dice che non ci troviamo di fronte al compimento di una exit strategy ma al fallimento dell'obiettivo strategico che l'intervento militare si era prefisso. Infatti, non si può certo dire la Nato e lIsaf abbiano creato nel cuore dellAsia centrale un eldorado. Tuttavia, è convinzione comune che non si potesse fare di meglio.

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30 Ottobre 2013 - Corrado Ocone

Il liberalismo senza teoria: alcune precisazioni “teoriche”

Risposta alla recensione di Alessandro Litta Modignani.

Dal sito di Reset • 25 ottobre 2013

Ringrazio Alessandro Litta Modignani per la bella recensione al mio Liberalismo senza teoria (Rubbettino) pubblicata sul sito del Centro Einaudi di Torino. E’ una recensione pensata, non d’occasione, e quindi anche critica. Elemento, quest’ultimo, che me la fa apprezzare, rendendola stimolante per me: come ripeto spesso, il pensiero evolve più per contrasto che non per conferme. Lo stesso vale, ne sono convinto, per l’autore, che definisce appunto anch’egli “interessante” il mio libro e la “teoria” in esso esposta. Francamente, direi, dal mio punto di vista non si può voler di più da un recensore! Credo però necessario, proprio per far continuare nel modo migliore il dialogo intrapreso, che io chiarisca alcuni punti.

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30 Ottobre 2013 - Riccardo de Caria

La libertà economica in Italia? Si decide in Europa

1. C’è un giudice a Milano. E critica la Costituzione: questa la sintesi di un’interessante sentenza del TAR Lombardia (2271/13, sez. I), da poco pubblicata, che offre uno spaccato del grado di tutela della libertà economica in Italia alla luce delle più recenti liberalizzazioni in materia di commercio promosse dall’Unione Europea.

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22 Ottobre 2013 - Alessandro Litta Modignani

Una teoria interessante sul “Liberalismo senza teoria”

1. Caratteristica comune agli intellettuali liberali italiani, in questo periodo, sembra essere quella di sbagliare i titoli dei libri. Ha cominciato Carlo Gambescia con “Liberalismo triste”, ora è la volta di Corrado Ocone con “Liberalismo senza teoria” (120 pagine, Rubbettino).

Quest’ultimo titolo suona quasi come una stroncatura della cultura liberale, invece vuole esserne un elogio: finalmente il migliore liberalismo contemporaneo si è liberato da alcune sue astratte e dogmatiche pastoie, rendendosi pragmatico, storico, aderente alla realtà e politicamente efficace. Ma sostenere che una certa filosofia politica debba liberarsi di ogni teoria… è pur sempre una teoria, potrebbe osservare maliziosamente qualcuno. Un concetto che si morde la coda.

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22 Ottobre 2013 - Anthony Louis Marasco

Nsa, il rischio che si spezzi la Rete

È di questi giorni la rivelazione che in un periodo di 30 giorni, dal 10 dicembre 2012 all’8 gennaio 2013, la National Security Agency americana avrebbe intercettato 70,3 milioni di conversazioni telefoniche effettuate da cittadini francesi su suolo francese. Se la rivelazione dovesse essere confermata, ci troveremmo di fronte a una crisi diplomatica senza precedenti. È infatti “totalmente inaccettabile” che un paese “amico” intercetti un blocco così massiccio di comunicazioni a scopo di intelligence. A dichiararlo a caldo è stato il portavoce del ministro degli Esteri francese, Alexandre Giorgini. Ma questo è solo uno dei problemi. L’altro è questo: in un periodo in cui le memorie di calcolo consentono l’immagazzinamento di una quantità di dati tendente all’infinito, come impedire a chi detiene una posizione dominante nelle telecomunicazioni di immagazzinare tutto ciò che reputa necessario ai fini della propria sicurezza nazionale? Le soluzioni ovviamente sono due. O si giunge a un accordo con chi detiene quella posizione o lo si scalza da essa. La mia paura è che vista la scarsa reputazione alla trasparenza che gli Stati Uniti si sono guadagnati durante la fase unipolare della loro politica estera, si proceda verso la seconda creando barriere continentali e nazionali al flusso delle informazioni.

Se ciò dovesse accadere, il mondo intorno a noi cambierebbe. E non è detto in meglio.

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22 Ottobre 2013 - Giulia Bistagnino

Le condizioni delle carceri e quelle del dibattito pubblico

Negli ultimi giorni la possibilità di un nuovo atto di clemenza per “svuotare” le carceri ha infiammato il dibattito politico. Purtroppo, come spesso accade in Italia, il merito della questione è stato messo da parte per concentrarsi sullo scontro tra fazioni. Ma qual è realmente la situazione delle carceri italiane e quali conclusioni possiamo trarre da questa vicenda circa lo stato del nostro discorso pubblico?

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16 Ottobre 2013 - Antonio Picasso

Israele di fronte alla svolta di Teheran

Benjamin Netanyahu non crede alla svolta moderata di Teheran. Cosa porta il premier israeliano alla diffidenza, ragioni strategiche o necessità di politica interna? O non si tratta piuttosto di un errore tattico?

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16 Ottobre 2013 - Riccardo de Caria

Dove va la Francia?

È solo di una settimana fa il sondaggio che dà il Front National al 24%.

Il partito di Marine Le Pen sarebbe dunque oggi il primo partito in Francia, posizione confermata domenica al ballottaggio delle elezioni cantonali di Brignoles, dove il candidato del Front National ha battuto quello dell’Ump malgrado il Partito Socialista avesse invitato i propri elettori a votare per il candidato moderato pur di escludere la vittoria della destra.

La conventio ad excludendum, però, questa volta non ha funzionato, e sono in molti in Francia a iniziare a chiedersi se alle elezioni locali ed europee del prossimo anno il Front non si stia preparando a fare incetta di seggi, gettando le premesse per arrivare al 2017 con una seria chance di entrare all'Eliseo. Vale allora la pena di andare un po' a fondo della situazione francese, partendo da una serie di dati recenti, per cercare di capire dove sta andando Parigi, e da dove viene il favore che incontra la destra di Le Pen figlia.

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16 Ottobre 2013 - Francesco Chiamulera

Il declino del berlusconismo

Il prossimo novembre saranno passati vent’anni da quella conferenza stampa a Casalecchio di Reno nella quale Silvio Berlusconi, alla domanda “se lei fosse a Roma, al secondo turno delle comunali chi sceglierebbe tra Rutelli e Fini?”, rispose: “certamente Gianfranco Fini. Non avrei un secondo di esitazione”. Quell’affermazione così schietta e apparentemente generosa nei confronti di un esponente della destra post o neofascista che era stata fino allora confinata nell’area della impresentabilità è passata alla storia con il nome molto poco elegante di “sdoganamento”. Ma comunque lo si voglia chiamare, se c’è un battesimo del berlusconismo come sistema politico, una genesi di quella alleanza tra pezzi diversi di un universo di elettorato che l’arco costituzionale antifascista aveva posto di fuori e al di sotto della politica praticabile, è allora che va cercato.

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