Ricerche e Progetti

8 Ottobre 2014 - Anthony Louis Marasco

I limiti di una geopolitica del caos

Ha ricevuto una certa attenzione, questa estate, una dichiarazione del Papa secondo cui oggi, nel mondo, si starebbe combattendo la terza guerra mondiale, anche se a spizzichi e bocconi, ossia “a pezzetti”.  Il Papa non ha elaborato oltre, ma per un breve momento, l’immagine di una guerra mondiale ’a puntate’ ha ottenuto una certa eco sulla stampa. La verità è che in questo momento sembrerebbe esserci un certo bisogno di principi euristici. Non a tutti riesce facile orientarsi in un mondo che pare sprofondare ogni giorno di più nel caos.

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1 Ottobre 2014 - Francesco Chiamulera

Scendere a patti con Assad?

È mai esistita una ‘opposizione moderata’ in Siria? Chi è più moderato, tra i terroristi dello Stato islamico e il regime di Bashar al-Assad? Thinking the unthinkable, pensare l’impensabile, era uno dei mantra della Guerra fredda. Secondo Herman Kahn, l'impensabile era una opzione distruttiva che nessuna persona ragionevole avrebbe potuto desiderare, ma che andava comunque contemplata come una delle ipotesi in campo: la guerra nucleare.

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26 Settembre 2014 - Giorgio Arfaras

Comprendiamo cari compagni, ma non perdoniamo / II

Anthony Marasco nel suo articolo sul pentimento di Bertinotti (che ha affermato che la Sinistra – a differenza del Liberali - è stata – per la sua sordità verso diritti individuali – dal "lato sbagliato della Storia") a un certo punto sostiene che "il compromesso democristiano fra popolari e comunisti ha devastato l’economia e quindi la mentalità del paese".

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26 Settembre 2014 - Giuseppe Russo

Costi, ma quanto mi costi?

La spesa delle imprese pubbliche sul Pil ha superato il 60 per cento.

All’inizio degli anni Novanta si fece strada la convinzione che il sistema delle imprese pubbliche, che aveva massicciamente contribuito alla industrializzazione del paese, dovesse fare un passo indietro. Tre forze muovevano questa idea: la discussione sull’allocazione delle risorse tra nord e sud, aperta da un partito politico allora emergente e che aveva dichiarato guerra agli sprechi e in particolare alla spesa nel mezzogiorno; in secondo luogo, il debito pubblico aveva assunto già nel 1992 livelli allarmanti e le privatizzazioni erano considerate necessarie per convincere i mercati finanziari che il settore pubblico sarebbe uscito da ambiti come quello bancario, aprendo la strada se non a privati “doc”, almeno a gestioni concorrenziali di impronta privatistica. In terzo luogo, i privati sostenevano di essere pronti non solo a collaborare con il settore pubblico, ma a svolgere meglio, se messi alla prova, tutta l’attività economica, liberando così le energie del settore pubblico, che avrebbe potuto concentrarsi sulla regolamentazione e il controllo.

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23 Settembre 2014 - Anthony Louis Marasco

Comprendiamo cari compagni, ma non perdoniamo

Tutto comprendere non è tutto perdonare, tuonava Nietzsche rovesciando una delle massime di Pascal. Oggi è il turno dei liberali capire che cosa intendeva. Circola in rete un video in cui Bertinotti ammette che il comunisimo ha fallito la propria missione storica, non per via del destino cinico e baro, ma dilaniato dalle sue stesse contraddizioni interne. Alla fine del video, chi è sempre stato su posizioni politiche liberali, si sente giustamente vendicato. Abituati a essere guardati dall’alto verso il basso dal benpensante di sinistra, le parole di Bertinotti suonano paiono finalmente vendicare il buon senso. Tanto che alla fine verrebbe anche da perdonare quest’uomo in fondo civile, educato, bonario. Ma pensiamoci bene. Un conto è l’onore delle armi, che Bertinotti senz’altro merita per il candore della sua ammissione (non è da tutti, infatti, ammettere di aver dedicato la propria vita al futuro di un errore). Ma tutto comprendere deve essere per forza tutto perdonare?

 

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23 Settembre 2014 - Alessandro Litta Modignani

Salvare la Terra, punire l’Uomo?

Pascal Bruckner, 65 anni, scrittore, saggista e vivace polemista francese, presenta tutti i pregi, i difetti e i tic tipici dei “nuovi filosofi” d’Oltralpe. Ex maoista, divenuto poi strenuo difensore della civiltà occidentale, in grande sintonia con i colleghi André Glucksmann, Bernard-Henry Lévy e soprattutto con Alain Finkielkraut (con il quale ha scritto nel ’77 Nuovo disordine amoroso), Bruckner ha dato alle stampe quest’anno un’autobiografia dalle tinte forti, dal titolo Un bon fils. Di rigida educazione religiosa, racconta che la sera accanto al letto pregava affinché il padre – collaborazionista, violento e antisemita – morisse al più presto. Nato protestante, oggi si autoproclama “intellettuale ebreo” per libera scelta. Nei mesi scorsi è uscito in Italia il precedente libro di Bruckner, Il Fanatismo dell’Apocalisse: Salvare la Terra, punire l’Uomo (Guanda, 230 pagine) con il quale l’autore mette alla berlina l’ampia e pittoresca galassia dellambientalismo radicale.

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17 Settembre 2014 - Riccardo de Caria

Debiti della PA: quei pagamenti con lo sconto

Nel febbraio scorso, ci occupavamo su queste colonne di un tanto noto quanto irrisolto malfunzionamento della macchina pubblica italiana, ovvero il notevole ritardo con cui la pubblica amministrazione provvedere a saldare i debiti nei confronti dei propri fornitori. A sette mesi di distanza, facciamo il punto della situazione su che cosa il governo è riuscito a fare per sbloccare una situazione incancrenita da ormai troppi anni.

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17 Settembre 2014 - Andrea Del Corno con Emanuela Strina

La giustizia in Italia / II: colloquio con Anna Introini

In questa seconda intervista dedicata al mondo della giustizia affrontiamo un tema che riveste importanza strategica: quello dell'organizzazione del processo penale. Ne parliamo con Anna Introini, magistrato, presidente della nona sezione penale del tribunale di Milano e presidente vicario della 1° sezione della corte d'assise di Milano.

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10 Settembre 2014 - Andrea Beccaro

Le sfide della Mogherini e dell’Europa

Dal 1° novembre 2014, Federica Mogherini (salvo sorprese dell’ultimo minuto), sarà l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la sicurezza. Si tratta sicuramente di un grosso successo diplomatico per l’Italia - o no?  

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2 Settembre 2014 - Alessandro Litta Modignani

Quella disputa infinita sulla legittimità di Israele

Lennesima guerra di Gaza, ora sospesa da una nuova tregua, ha riportato al centro dellattenzione il conflitto in Medio Oriente, che lopinione pubblica occidentale ritiene comunemente imputabile alla irrisolta questione palestinese. Eppure, proprio la vicenda della striscia di Gaza, con il ritiro unilaterale degli israeliani nel 2005 e la successiva ascesa al potere di Hamas, è lì a dimostrare che lo scontro in corso da 66 anni non è determinato dallassenza di uno Stato palestinese, bensì dalla presenza - cioè dallesistenza stessa - dello Stato di Israele.

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