Ricerche e Progetti

9 Gennaio 2008 - Alberto Maria Musy

Class action: il governo ci ripensa, agenda liberale aveva toccato nel segno!

Le class action di nuovo al centro del mirino. Alla norma approvata dal Senato il 15 novembre scorso sono state aggiunte delle novità sostanziali: corretta ed emendata dal relatore alla Finanziaria, Michele Ventura, e dal Governo, la nuova disciplina dovrebbe semplificare e colmare le numerose lacune del provvedimento sull'azione collettiva. Le modifiche apportate al disegno iniziale del Senato attenuano, per lo meno apparentemente, tutti quei dubbi circa la possibilità di prevedere una protezione effettiva a chi appartiene alla "classe", anche se siamo ancora lungi dal trovare una soluzione piena.

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7 Dicembre 2007 - Anna Zafesova

Le elezioni per la Duma russa

Il partito del presidente, Russia Unita, ha conquistato quasi il 65%, una maggioranza schiacciante per i parametri di una democrazia occidentale (ma forse non abbastanza sconvolgente per i gusti di un autoritarismo che tende sempre di più verso la monarchia). Del resto, non poteva accadere altrimenti, con Vladimir Putin che si è messo in persona alla guida – puramente simbolica, visto che non è entrato ovviamente nel parlamento – della lista dei suoi fedelissimi, trasformando una consultazione elettorale dove per definizione si devono affrontare programmi e partiti diversi in un referendum sulla sua persona.

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3 Dicembre 2007 - Alberto Maria Musy

La Class Action in Italia: come il consociativismo addomestica anche il più liberale degli strumenti di tutela

L'introduzione della class action corre il rischio di non portare nessun vantaggio concreto ed elimina l'opportunità per il singolo cittadino di far valere i propri diritti di consumatore-utente, introduce un nuovo strumento di contrattazione/ricatto nelle mani di un soggetto politico/sindacale che va ad arricchire il già numeroso mondo delle consociazioni che garantiscono un sereno immobilismo della nostra società mentre incalza un confronto duro, inconcludente e perpetuo. In Italia i tempi estenuanti della giustizia civile, la tendenza verso il modello della concertazione nel rapporto produttori-consumatori, nonché la tutela di alcuni interessi attraverso il ricorso al giudice penale e la attribuzione alle sole associazioni di categoria del diritto/potere di ricorrere ad azioni collettive rendono difficile l'affermarsi di un modello sanzionatorio privato efficace.

 

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14 Novembre 2007 - Stefano Firpo

La rapida estinzione dell'università italiana

L'università italiana si sta estinguendo, non ne esiste alcuna fra le prime 100 università del mondo. Le tante riforme che hanno interessato l'istruzione universitaria hanno avuto esiti devastanti spingendo le nostre università lungo una china fatta di progressivo scadimento della qualità dell'offerta formativa. Una politica demagogica e impreparata indebolisce da anni l'università italiana pur continuando indefessa a blaterare dell'importanza di formazione e ricerca nelle moderne economie fondate sulla conoscenza.

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5 Novembre 2007 - Francesco Chiamulera

Cultura e identità: domande impellenti, risposte ambigue

A Cortina d'Ampezzo in occasione di un referendum ci si interroga sulla propria "identità" ladina, in Germania si attenua una condanna per stupro in nome della "cultura" tradizionale sarda. La cronaca ci ricorda le caratteristiche e i paradossi logici dei tempi identitari in cui ci troviamo: l'appartenenza culturale diventa una scelta, le "radici" una libera opzione, un'etichetta talvolta imposta con brutali semplificazioni. E' bello e giusto chiedersi da dove veniamo: una domanda impellente che dopo i disastri del nazionalismo avevamo accantonato ora torna a bussare alle coscienze. Ma trovare risposte valide e universali resta un obiettivo lontano.

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23 Ottobre 2007 - Stefano Firpo - Massimo Occhiena

Riforma dell'editoria: il Governo contro internet

Il recente disegno di legge governativo sulla riforma dell'editoria cerca di ingabbiare la forza innovativa di internet, equiparando i siti di informazione e divulgazione alle grandi testate giornalistiche e sottoponendoli a lacci e lacciuoli burocratici incompatibili con la libertà del web. Una pessima prova del Governo, che non riesce a scrollarsi di dosso la voglia di autorizzare e controllare la libera manifestazione del pensiero. Non solo non si liberalizza ciò che è già saldamente in mano pubblica, ma si cerca di assoggettare anche ciò che non lo è ancora.

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18 Ottobre 2007 - Stefano Firpo

Agenda Economica

Dalla relazione trimestrale del Bollettino Economico della Banca d'Italia un quadro in chiaroscuro. La crisi dei mutui subprime sembra in gran parte riassorbita. Le autorità monetarie hanno lavorato bene. Qualche strascico rimane soprattutto per le prospettive di crescita dell'economia statunitense e per gli alti premi per il rischio perduranti sul mercato interbancario. L'Italia, di per se poco colpita dalla crisi sub-prime, è comunque tornata ad un tasso di crescita prossimo allo zero nel primo semestre dell'anno, mentre l'Europa viaggia su tassi prossimi alla crescita potenziale, che non sarà straordinaria ma vale comunque un +2%. Soffre la macroeconomia, la produttività e la competitività internazionale del Paese continuano a peggiorare. L'allarme Bankit sulla finanza pubblica che stenta a porre un freno alla spesa primaria.

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3 Ottobre 2007 - Francesco Chiamulera

La Turchia, il nuovo presidente e i conti col passato

La svolta politica in Turchia ha suscitato una certa perplessità nell'opinione pubblica occidentale, che fatica ad inquadrare ideologicamente il nuovo presidente, Abdullah Gül, e il suo partito, l'Akp. Ciò che si teme è un'ondata confessionale che cancelli le tracce del kemalismo laico e nazionalista. Ma anche il kemalismo aveva imposto una negazione brutale della identità precedente, e prima o poi la Turchia doveva venire a patti con il proprio ingombrante passato. Riconoscerlo per non vergognarsene. La speranza è che il "ritorno del rimosso" avvenga in modo tale da evitare pericolose fughe nell'integralismo religioso.

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1 Ottobre 2007 - Massimo Occhiena

La p.a. italiana: creditrice spietata e debitrice privilegiata

Una creditrice implacabile e una debitrice con molti privilegi. È il ritratto dell'amministrazione italiana, che nei rapporti di obbligazione con i cittadini gode di norme che prevedono un regime di favore e situazioni di supremazia. Sono numerose le misure eccezionali di cui gli enti pubblici possono godere, non sempre giustificabili sulla scorta del perseguimento di interessi pubblici. Vista anche l'ultima «perla» del «blocco dei pagamenti», non possono esserci dubbi: bisogna eliminare privilegi pubblici da «ancien régime».

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14 Settembre 2007 - Alberto Maria Musy

Il tempo della Politica nei giorni dell'Antipolitica

La de-ideologizzazione della politica indica una strada nuova a chi vuole occuparsi della cosa pubblica. La progettazione dell'agenda politica del futuro passa per il nodo della riforma elettorale e per la nascita di partiti moderni. Il Partito Democratico se vuole essere tale deve aiutare la società civile italiana a ritrovare una storia nazionale comune di cui andare fiera e quindi dedicarsi ad una politica delle soluzioni concrete, meno intrisa da forti tensioni ideali, ma non per questo meno importante.

 

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