Ricerche e Progetti

6 Marzo 2014 - Andrea Beccaro

Crimea, un inquadramento storico-strategico

Le tensioni in Ucraina sono iniziate il 24 novembre, dopo che quattro giorni prima il governo non aveva ratificato l’accordo con l’EU. A dicembre è stata occupata piazza Maidan e già a metà gennaio si sono registrati i primi morti. L'acuirsi della crisi ucraina ha riportato alla ribalta internazionale una regione che già in passato era stato l'oggetto di un conflitto bellico. Ci riferiamo ovviamente alla Crimea, repubblica autonoma appartenente a quella ucraina.

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4 Marzo 2014 - Riccardo de Caria

Se il mercato unico non è assicurato

Le imminenti elezioni europee sono unottima occasione per fare il punto su alcuni aspetti legati al mercato unico europeo (anzi, al mercato interno, secondo la dicitura più federalista introdotta dal Trattato di Lisbona), al suo stato di avanzamento, ai suoi limiti, ai suoi elementi di forza e debolezza. Un campo particolarmente significativo èil settore delle assicurazioni, dove èappena stato pubblicato un  rapporto di un gruppo di esperti della Commissione Europea, relativo in particolare al diritto dei contratti assicurativi e a come esso influenza lintegrazione economica europea in questo ambito.

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4 Marzo 2014 - Anthony Louis Marasco

Il Discorso politico de "La Grande bellezza"

Quindi alla fine La Grande bellezza ha vinto lOscar come miglior film in lingua straniera. Era dal 1999 che un film italiano non vinceva una statuetta agli Academy Awards, e la stampa italiana è in festa. Certo non mancano le critiche al film, anche le più feroci. Una di esse mi pare particolarmente azzeccata. Si tratterebbe di un film da export, non confezionato per il mercato italiano. L'ineffabile critico letterario Alfonso Berardinelli si è prodigato in un lungo articolo spiegando come in realtà la Roma raccontata nel film non sia quella vera. Roma non è bella. Fa schifo, e la pellicola sarebbe un denso condensato di stereotipi. Secondo me la critica coglie nel segno, solo che mi limiterei alla parte neutra del giudizio. La Grande bellezza è un film italiano fatto per lexport. Il mercato c’è e la domanda cresce. È da tempo infatti che allestero ci si interroga su come sia potuto succedere che il Bel Paese si sia ridotto com'è ridotto oggi. Ce lo chiediamo noi e se lo chiedono loro. Se lo è chiesto anche Paolo Sorrentino, e si è dato una risposta. La risposta è La Grande bellezza.

 

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26 Febbraio 2014 - Alessandro Litta Modignani

Viaggio avventuroso nelle idee del Novecento

 

1918, Café Landmann di Vienna. Max Weber incontra Joseph Schumpeter. Weber guarda con orrore al “grande esperimento” della rivoluzione bolscevica, Schumpeter invece si rallegra del fatto che finalmente “il socialismo non sarà più una mera discussione accademica”. Weber si inquieta, la rivoluzione in Russia è “un crimine che si risolverà in una catastrofe”, ma Schumpeter ribatte che in ogni caso si tratterà di “un bel laboratorio”. “Con cumuli di cadaveri…!” si indigna Weber, Schumpeter serafico nota che di cadaveri sono pieni tutti i laboratori di anatomia. Weber perde le staffe, urla: “Tutto ciò è intollerabile!” e se ne va sdegnato, mentre Schumpeter beffardo gli ricorda le buone maniere. L’aneddoto che rappresenta icasticamente il dibattito sulle idee politiche del Novecento è raccontato da Felix Somary, imbarazzato testimone.

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26 Febbraio 2014 - Antonio Picasso

Il gioco di Putin: concedere Kiev per conservare Damasco

Una sconfitta in casa, oggi, per un grande successo fuori domani. Forse. Un Putin ottimista potrebbe interpretare in questo modo l’escalation ucraina di questi ultimi giorni. A Kiev quello che passa per il suo uomo ha abbandonato la nave. Il paese sta imboccando la strada di una crisi interna che preoccuperà sempre meno il resto del mondo. Per Europa e Stati Uniti l’importante era che Mosca non intervenisse direttamente. Altrettanto il Cremlino si crucciava che nemmeno la Nato vi fosse coinvolta in una qualche maniera. Allo stato dell’arte, le cose stanno così: l’Ucraina avrà i suoi problemi interni da sbrogliare e il mondo osserverà passivamente. In ogni caso, si tratta di una sconfitta per la Russia. Tuttavia, un tornaconto per il Cremlino ci può essere. E potenzialmente andrebbe rintracciato in Medio Oriente.

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19 Febbraio 2014 - Riccardo de Caria

Fassina e “l’insostenibile europeismo liberista”

In un intervento pubblicato giovedìscorso su lUnità, lex responsabile economico del Pd ed ex viceministro delleconomia Stefano Fassina ha sostenuto che «il governo Letta èrimasto prigioniero dellinsostenibile europeismo liberista». Laccusa allUnione Europea di essere la patria del liberismo, da parte di chi liberista non è, èpiuttosto frequente: ma èrealmente giustificata?

 

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19 Febbraio 2014 - Giovanni Boggero

L’ordinanza di Karlsruhe innesca una bomba per l’Europa

1. Tanto in Italia quanto in Germania, l’ordinanza del Tribunale costituzionale federale tedesco, più noto come la Corte di Karlsruhe, ha suscitato interpretazioni contrastanti. In Italia sono prevalsi due tipi di letture molto parziali: da un lato, chi ha sottolineato la bocciatura da parte del Tribunale del programma di acquisto illimitato di titoli di Stato in chiave anti-Draghi; dall’altro, chi ha rilevato, invece, un primo e positivo disimpegno dei giudici tedeschi a favore di quelli europei, i soli a poter decidere se l’Omt violi o meno il Trattato di Lisbona e lo Statuto della Bce. A quest’ultima visione, presente anche nel dibattito tedesco degli ultimi giorni, si è affiancata in Germania la tesi della paura dei giudici costituzionali, che avrebbero avuto timore di farsi carico di una declaratoria di illegittimità costituzionale potenzialmente foriera della fine della moneta unica. Altri osservatori, anche se in discreta minoranza, hanno viceversa ritenuto che il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE sia da valutare come una bomba a orologeria lanciata dalla Germania nel campo delle istituzioni comunitarie.

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19 Febbraio 2014 - Enrico Cassini

L’importanza di essere liberali. Enrico di Robilant

Poco più di un anno fa, il 10 ottobre del 2012, è mancato Enrico di Robilant, uno dei più originali pensatori liberali italiani della seconda metà del Novecento e oggi, sfortunatamente, poco ricordato. Questo, nonostante la grande influenza che il suo pensiero ha avuto (e continua ad avere) su almeno due generazioni di filosofi del diritto, di giuristi e di studiosi di scienze sociali che si sono formati sui suoi testi. Insegnò filosofia del diritto all’Università di Torino. Forse il motivo risiede nel fatto che Robilant rimase sempre distante sia dalle mode culturali, sia dai dibattiti spesso evanescenti della intelligentsia torinese e italiana. Questo breve articolo non vuole essere un «coccodrillo», o una vuota commemorazione dell’«intellettuale di turno» per soddisfare ragioni ideologiche o pseudo-pedagogiche, ma si propone di illustrare, attraverso figure che riducano la complessità delle cose, l’importanza e l’attualità di un filosofo forse archiviato troppo in fretta.

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19 Febbraio 2014 - Andrea Beccaro

Se la Germania “scopre” la politica estera

In un recente intervento sul giornale tedesco “Süddeutsche Zeitung” il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier (politico di spicco della SPD già consigliere di Gerhard Schröder e già ministro degli esteri tra il 2005 e il 2009 con la prima große Koalition guidata dalla Merkel) ha dichiarato che “la Germania è troppo importante per solo commentare la politica globale” invitando così il proprio paese a “una politica estera più attiva”. Come è facile immaginare tale intervista, arrivata in un momento in cui sia il presidente della Repubblica tedesca Joachim Gauck sia il ministro della difesa Ursula von der Leyen hanno espresso opinioni del tutto simili, ha aperto diverse polemiche riguardo sia alla storia tedesca sia alla necessità di sostenere il peso economico di interventi all’estero. Lasciando da parte tali polemiche, la riflessione di Steinmeier conduce a tre importanti nodi che ne costituiscono la base teorica.

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12 Febbraio 2014 - Francesco Chiamulera

Elezioni in Sardegna: Bipolari contro Tripolari

“Sto per prendere una decisione importante”, confidava Michela Murgia a giugno scorso a chi le chiedeva conto del suo futuro prossimo venturo. Detto, fatto. La scrittrice – Premio Campiello 2010 con Accabadora – si è candidata come indipendente alle elezioni regionali in Sardegna, in calendario il prossimo 16 febbraio. Un appuntamento elettorale, quello sardo, che bene illustra i cambiamenti in atto nella disposizione delle forze politiche e riflette su scala locale ciò che si muove a livello nazionale: una battaglia tra “bipolari” e “tripolari”.

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