Ricerche e Progetti

11 Febbraio 2014 - Giorgio Arfaras

Immigrazione, se la Svizzera è solo l’inizio

 

1. In Svizzera è passato con poco più del 50% dei voti un referendum che chiede al governo di negoziare entro tre anni le quote di lavoratori stranieri presenti nella Confederazione. Il referendum è passato nel Canton Ticino con il 70% dei voti. Ad essere colpiti – nel caso di chiusura del negoziato – saranno i “transfrontalieri” che, soprattutto dalla Lombardia, lavorano in Svizzera.

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11 Febbraio 2014 - Anthony Louis Marasco*

Made in Italy, guardando al mondo

Il 15 febbraio chiude la coltelleria G. Lorenzi in Via Montenapoleone a Milano. Chiunque sia passato di lì almeno una volta l’avrà senz’altro notata. Le sue vetrine esponevano utensili di lusso, dai più prosaici ai più bizzarri: dai rasoi per la barba agli apparati per rodare la pipa senza doverla fumare, passando per ogni tipo di oggetto da taglio, dall’Opimel all’ascia in titanio.

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5 Febbraio 2014 - Riccardo de Caria

L'Italia e il mancato rispetto della direttiva 2011/7/UE

Proprio sul finire della legislatura europea, e alla vigilia del semestre di presidenza UE, lItalia rischia di essere esposta alle conseguenze politiche ed economiche di una procedura di infrazione ad opera della Commissione Europea, per via del mancato rispetto della direttiva 2011/7/UE sui tempi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni. Ma il problema non era risolto?

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28 Gennaio 2014 - Alessandro Litta Modignani

Martelli II: Martelli e Falcone, a futura memoria

Quello che Craxi ha fatto merita ancora di essere studiato, discusso, compreso. E una storia importante, forte. Suona come un accorato appello la conclusione dellautobiografia Claudio Martelli Ricordati di vivere (Bompiani 2013) seicento pagine fitte di ricordi malinconici e grondanti di nostalgia. Un libro imperdibile per tutti coloro che hanno fatto politica militante in quegli anni lontani, che tuttavia non offre allo studioso molti elementi di valutazione aggiuntivi rispetto a quelli già noti e acquisiti dalla cronaca. Al netto dei fatti risaputi, Martelli propone aneddoti, ricordi personali e unanalisi politica che, nelle rivendicazioni e nelle ammissioni, è esattamente quella che ci si aspetta da lui. Con una prosa dal tono ispirato, ricca di citazioni e riferimenti culturali, lex ministro conferma non solo che la classe politica della Prima Repubblica era infinitamente più preparata e seria dellattuale, ma che egli stesso, pure in quel contesto, emergeva come uno degli esponenti più colti e brillanti. Intellettuale raffinato e politico scaltro, rivendica con forza i meriti suoi e di Craxi, mentre denuncia con rabbia le molte ingiustizie patite. Fra tutti, lelemento che più colpisce, in questa ricostruzione, riguarda la storia professionale e umana di Giovanni Falcone. Lintrecciarsi delle vicende politiche con quelle giudiziarie, il sovrapporsi delle inchieste per corruzione con quelle per mafia, rischiano di ingenerare nella memoria collettiva della nazione un pericoloso errore di percezione.

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28 Gennaio 2014 - Francesco Chiamulera

Martelli I: La Storia fatta con i Se

“Che solenne sciocchezza è dire che la storia non si scrive con i ‘se’. La storia si deve scrivere con i se, altrimenti tutto sarebbe governato dalle leggi della meccanica”. Ragiona ad alta voce, Claudio Martelli, in un incontro a margine del suo ultimo libro di memoria politica e umana, Ricordati di vivere (Bompiani 2013, 604 pp.). Ragiona su due livelli: quello metodologico, per il quale la memoria è sempre sollecitata dall’interrogativo, dal dubbio, dalla curiosità; e quello politico, di un socialista libertario che ha sempre vissuto con allergia e repulsione la visione storicistica dei comunisti per la quale esiste un moto incessante che governa gli eventi e gli uomini, al quale, in fondo, è inutile ribellarsi. “Perché è andata così? Non poteva andare in altri modi?”, sembra essere l’interrogativo perpetuo con il quale Martelli conduce il filo del ricordo e della ragione lungo l’arco di trent’anni di storia italiana.

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22 Gennaio 2014 - Giovanni Boggero

Parla Joachim Gauck, Presidente della repubblica tedesca

Ludwig von Mises amava ripetere che nulla riesce a tenere uniti i tedeschi quanto l'odio per il liberalismo. Come per molte altre generalizzazioni, la frase di Mises contiene qualche elemento di verità. La fuoriuscita del partito liberale (FDP) dal Bundestag lo scorso settembre, dopo sessantacinque anni di ininterrotta presenza tra i banchi parlamentari, pare volerlo simbolicamente confermare. Il rapporto dei tedeschi con la libertà, in particolar modo con la libertàeconomica, è storicamente segnato da forte diffidenza e sospetto.

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22 Gennaio 2014 - Riccardo de Caria

L’eterno vizio della finanza creativa

Nell’immaginario collettivo degli italiani, l’espressione “finanza creativa” è associata all’imitazione di Giulio Tremonti fatta da Corrado Guzzanti in cui l’ex ministro dell’economia dei governi Berlusconi viene messo alla berlina per le ardite operazioni di ingegneria contabile, come le cosiddette cartolarizzazioni, con cui cercò di raddrizzare i conti dello Stato. Ma la tendenza a cercare scorciatoie per la cura dei conti pubblici, passando per alchimie contabili in luogo di riforme strutturali, è lungi dall’essere una prerogativa tremontiana. Anzi pare purtroppo un’abitudine sempre più frequente di governi di diverso colore e di diversi Paesi, come dimostrano alcuni casi recenti.

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15 Gennaio 2014 - Ninetta Strano

Diritti animali e diritti umani

Nel periodo festivo appena trascorso, la vicenda di Caterina Simonsen ha suscitato un notevole clamore. Il 21 dicembre una sconosciuta ragazza di Padova, studentessa di veterinaria, posta su un famoso social network un video in cui ringrazia la ricerca scientifica e la sperimentazione animale per averle permesso di raggiungere il 25º anno di età. Caterina Simonsen è affetta da quattro malattie rare che non le permettono di vivere una vita normale e alle quali sta sopravvivendo grazie a cure mediche testate, in origine, sugli animali.

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15 Gennaio 2014 - Giuseppina De Santis

Il Cortellum e il gioco del cerino

E così adesso abbiamo il Cortellum. Una legge elettorale scritta dalla Corte Costituzionale che – come si deduceva dal comunicato stampa del 3 dicembre – è una proporzionale pura, con soglia di sbarramento nazionale del 4 per cento alla Camera e regionale dell’8 per cento al Senato, più per entrambe le Camere il voto di preferenza (preferenza unica). I giuristi si eserciteranno sull’analisi della sentenza, sul suo grado di innovatività (elevato, a prima vista), sulla bontà del risultato. Qui proponiamo qualche prima considerazione, sul piano tecnico (che tipo di legge ha davvero scritto la Corte e risponde alle esigenze che la Corte stessa dichiara di voler soddisfare?), sul piano istituzionale (come modifica l’equilibrio dei poteri?) e sul piano politico (detta molto semplice: a chi giova?).

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8 Gennaio 2014 - Antonio Picasso

Nuove frontiere della politica estera francese

«Un tributo per evitare la carneficina», così il presidente francese, François Hollande, ha motivato la morte dei due militari facenti parte del contingente di 1.600 uomini, dispiegato da Parigi nella Repubblica Centroafricana, all’inizio di dicembre. Non è questa la sede per approfondire il “dossier Bagui”. Ma quando si parla della tormentata Repubblica Centrafricana, anche le fonti d'informazione più sensibili alle questioni di politica estera, BBC per prima, sono costrette a partire dalle origini. Del Paese si sa poco. Per questo è necessario essere didascalici. Può darsi che per alcuni ambienti della sicurezza e della diplomazia francesi la Repubblica Centroafricana rivesta una imprescindibile rilevanza strategica. Ma anche il profano capisce che l’intervento francese rappresenta l’ultimo passaggio temporale di un crescente protagonismo internazionale da parte dell’Eliseo, e questo va spiegato.

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