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In risposta a "La leva fiscale e l'Europa unita"

Sono d'accordo con Riccardo De Caria. Siamo commissariati. Però. Però mi piacerebbe essere un cittadino dell'Europa e non mi sento tale.

Mi sento a disagio nel sapere che avrò (forse) la pensione a 68,7 anni e sapere che i funzionari europei possono scegliere la quiescienza a 55 anni. Mi sento così così, quando vado in banca e mi spiegano che mi faranno uno spread di favore sul mutuo. Solo 275 punti base. Se apro yahoo.de la pubblicità dei mutui ha spread inferiori alla metà. Non sono neppure tanto contento di sapere che i funzionari europei non paghino le tasse. Già. Pare che se no sarebbe una partita di giro. Allora non le paghino neppure i funzionari dello Stato italiano, e neppure quelli degli enti pubblici e locali. Sempre partita di giro no? No. Non mi piace. Non mi piace perché bisogna sapere quale è il costo vero di un livello di governo, quindi le tasse devono essere aggiunte e tolte, così finalmente sapremo quanto ci costa Bruxelles. Poi non mi piace che su certe materie la disciplina sia di Bruxelles, che produce direttive da recepire. Ogni paese poi le recepisce come e quando vuole, con graziose variazioni. Oltre che graziose, sono variazioni pure costose. Costa farle, costa opporvisi, per non dire quanto costa adeguarvisi. Diamo a Bruxelles il potere legislativo e nelle sue materie sia esclusivo e punto. E non mi piace neppure che per "aggiustare i bilanci pubblici" non ci sia uno, dico uno solo tra i politici europei che dica che sarebbe ora mettere mano alle funzioni pubbliche duplicate nell'Europa. Vogliamo parlare dei 28 consolati dei paesi europei che paghiamo a New York? Forse che a Milano gli Stati Uniti hanno 52 consolati, uno per ogni Stato, inclusa l'Alaska? Parliamo degli eserciti? L'aviazione? Le marine? I corpi doganali? Se c'è l'Unione doganale, perché la polizia doganale e il controllo frontaliero non è unico? Dobbiamo necessariamente pagarlo 28 volte? E non mi piace neppure che di tutti i copiosi finanziamenti che Bruxelles ricicla (non produce, ricicla, perché a Bruxelles non ci sono miniere, è tutto courtesy of the taxpayer) non ci siano progetti finalizzati a fare realmente un mercato unico. Dunque, la Bei sostiene finanziariamente la delocalizzazione di industrie nazionali, ma non mi risulta che ci sia un progetto per diffondere l'uso di una lingua dell'Unione. Ah, no, non si può. Tutte le lingue dell'Unione sono lingue ufficiali. E questo sarebbe un esempio di sensatezza? Di buon criterio? Negli Stati Uniti ti muovi perché non devi cambiare lingua. In Europa si possono muovere solo quelli che sanno cambiare lingua. Quindi una minoranza. E poi non mi va. Non mi va di sapere che nel bilancio Ue le voci Cittadinanza, libertà e giustizia (che sono i fondamenti di una società liberale) valgano 2 miliardi e gli aiuti agli agricoltori (in parte mascherati da investimenti) valgano 60 miliardi. E perché mai? 60 miliardi su 150, ossia il 40% del budget complessivo va all'agricoltura. Era troppo venti anni fa. Chiunque conosca il settore sa benissimo che esso è tanto più florido quanto meno riceve sussidi e che le migliori aziende, che innovano, sono quelle che non li ricevono. Non ci sono settori che hanno merito sostanziale di essere sussidiati, perché il mercato e il profitto sono incentivi sufficienti. Il solo settore che deve essere sussidiato è la ricerca. La ricerca infatti non ha incentivi privati sufficienti per essere realizzata. E l'Ue ci mette 10 miliardi. Non che siano pochi, ma sono un sesto degli incentivi agricoli. Spalmati sui cittadini europei gli importi per la ricerca sono 20 euro  in media. E dire che i cittadini europei ne pagano circa 10.000 in tasse e contributi. Non mi piace che la BCE prima assorba le funzioni delle banche centrali e poi nessuno, proprio nessuno incominci pensare all'unwinding delle banche centrali nazionali. E veniamo alla questione del fiscal compact. Ma davvero qualcuno pensa che sia possibile manovrare il 4% del Pil senza far cadere l'economia in una nuova recessione, quando probabilmente, tra un paio d'anni, dei 10 punti di Pil persi dall'inizio della crisi forse ne avremo recuperati in tutto un paio? Ecco, non mi piace neppure questo. Non mi piace che qualcuno venga a propormi un barattolo di arsenico per guarirmi dalla mia malattia. Lo ritengo offensivo. Offende l'intelligenza dell'uomo comune. E io sono un uomo comune. Non un superuomo. Non vivo a Bruxelles. Io vivo in Italia.

 

 

 

 

 

 

 

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