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Al di là della politica. Filosofia e retorica in Leo Strauss.
Leo Strauss è oggi unanimemente considerato uno dei maggiori protagonisti della filosofia politica del ventesimo secolo. L'autore, Alberto Ghibellini, è attualmente ricercatore del Centro...
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a cura di Mario Deaglio, contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Giuseppina De Santis, Giorgio S. Frankel, Anna Lo Prete, Giuseppe...

Dotata di oltre 9.000 volumi, offre una documentazione unica in Italia sul pensiero liberale contemporaneo, con ampio spazio anche per pubblicazioni, banche dati e periodici italiani e stranieri.
Succedono cose strane sui mercati: in particolare, salgono senza pausa l’oro, l’argento e l’euro. Succedeva anche nel 2000 con il Nasdaq e nel 2008 con il petrolio. Poi abbiamo visto come è andata a finire.
Facciamo il punto.
Analisi fondamentale. Ci sono borse e borse: quelle che sono cresciute di più e sono ormai prossime ai livelli pre-Lehman sono quella tedesca e quella americana. In queste due economie la ripresa è iniziata. Negli Stati Uniti hanno ricominciato a crescere i profitti, ma non tanto i ricavi né l’occupazione. In Germania sono cresciuti profitti, ricavi e occupazione e il tasso di disoccupazione è ai minimi degli ultimi 18 anni. Nel mondo «emergente» la ripresa c’è stata, ma la minaccia di inflazione e l’attesa di strette monetarie ne ridurrà la forza a breve. In sostanza, soprattutto negli Stati Uniti l’economia e la crescita sono di qualità peggiore rispetto al 2007, mentre le quotazioni azionarie vi si avvicinano. O l’economia migliora molto, o la borsa è cara.
Correlazioni. Le borse non si muovono da sole, ma sono collegate l’una all’altra. L’insieme delle borse, il MSCI World, sta flettendo, ossia si stanno incrociando le medie mobili di breve e di medio periodo, mentre siamo ancora sopra la media di lungo periodo: tecnicamente non c’è un segnale ribassista. È una tipica fase in cui dal punto di vista tecnico non si compra l’indice.
Bolle. Ce ne sono almeno tre: sull’oro e l’argento, sui bond americani che hanno gli stessi rendimenti dei bund tedeschi, con il debito pubblico doppio (in rapporto al Pil) e il deficit triplo, infine la bolla sull’euro, che a 1,45 contro dollaro è sopravvalutato rispetto al valore di parità di potere d’acquisto, pari a circa 1,2-1,3. Oltretutto, sono più probabili i salvataggi in Europa di Irlanda e Portogallo – economie della zona euro – che non il default degli Stati Uniti, se non altro perché essi possono ancora manovrare, specialmente dopo l’avviso di Moody’s e le vendite di bond da parte di PIMCO; Irlanda e Portogallo molto meno.
Posizioni nette degli hedge fund e dei grandi speculatori sui mercati future. Sono short, ossia ribassisti sia sull’SP500 sia sulle obbligazioni governative americane. Vale a dire, si stanno assicurando il conto economico da un possibile ribasso.
Modelli quantitativi. Quello di asset allocation del Centro Einaudi di breve termine è investito in azioni per la metà del benchmark.
Concludiamo parlando del Vix, ossia della volatilità implicita nelle opzioni negoziate sullo SP500: è di nuovo a 17-20, dunque a livelli di «assoluta calma», proprio come quelli che si sono visti subito prima delle esplosioni di volatilità. Troppa calma è difficile da credere.
È uscita la Summer Call for Papers 2013 di LPF
The 2013 LPF Summer Call for Papers is available online
WP 1/13 "Taking Self-Realization Seriously. A Critique of the Rawlsian Argument for Equality of Opportunity"