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Al di là della politica. Filosofia e retorica in Leo Strauss.
Leo Strauss è oggi unanimemente considerato uno dei maggiori protagonisti della filosofia politica del ventesimo secolo. L'autore, Alberto Ghibellini, è attualmente ricercatore del Centro...
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a cura di Mario Deaglio, contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Giuseppina De Santis, Giorgio S. Frankel, Anna Lo Prete, Giuseppe...

Dotata di oltre 9.000 volumi, offre una documentazione unica in Italia sul pensiero liberale contemporaneo, con ampio spazio anche per pubblicazioni, banche dati e periodici italiani e stranieri.
Dicono le statistiche che gli US payrolls stiano riprendendosi. In realtà, lo dicevano il mese scorso, e infatti Wall Street aveva smesso di correggere e aveva ripreso a salire con il consueto ottimismo (quello in cui non ha mai cessato di esagerare). Il punto è che la storia è, per così dire, mixed.
Tutti guardano i payrolls totali (grafico 1), mentre per una volta vi invitiamo a leggere separatamente quelli delle aziende manifatturiere (grafico 2) e quelli delle imprese di servizi (grafico 3).
Quattro considerazioni:
1) i payrolls sono in ripresa nel settore dei servizi, mentre sono stabilmente bassi nel settore manifatturiero;
2) l’economia dei servizi vale quattro volte quella manifatturiera. Essa è mossa prevalentemente dai consumi, che sono stati alimentati dal deficit pubblico;3) i payrolls nel settore manifatturiero si sono contratti anche per effetto delle ristrutturazioni, volte a recuperare efficienza produttiva, equilibrio economico e competitività;
4) tuttavia, una ripresa è sostenibile quando c’è una crescita anche dei payrolls manifatturieri, perché vorrebbe dire che l’economia sta investendo e sta esportando. In definitiva, siamo sempre di fronte a una mezza ripresa, senza investimenti ed esportazioni.
Come proseguirà? A nostro avviso gli scenari sono tre:
a) se la banca centrale smette di comprare i titoli del debito pubblico, può accadere o che i consumi frenino perché privi del sostegno federale, o che i consumi frenino perché il governo federale ha aumentato le tasse. In entrambi i casi, se la ripresa non sarà sostenuta da investimenti ed esportazioni ci sarà una frenata (slowdown);b) se mancassero gli investimenti (come mancano per ora) e le esportazioni, il governo federale potrebbe essere tentato di varare un QE3 per continuare a sostenere i consumi. In questo caso la ripresa resterebbe debole, ma i rendimenti da offrire sul debito pubblico americano ne accelererebbero la crisi e frenerebbero Wall Street (risky recovery);
c) gli investimenti e le esportazioni crescono, insieme ai payrolls (manifatturieri), il Pil cresce e permette al governo di tagliare i sussidi e aumentare le tasse senza deprimere il Pil, ma riducendo il deficit (lieto fine).
Lo scenario a) – slowdown – non è favorevole per Wall Street ed è favorevole per i bond solo in caso di aumento delle imposte. Lo scenario b) – risky recovery – non è favorevole per i bond ed è mixed per Wall Street. L’aumento dei rendimenti del bond e il maggior premio di rischio per le attività in dollari deprimono la Borsa. Il dollaro scende. Lo scenario non è a lungo sostenibile e cambia rapidamente in recessione con il crollo del dollaro. Lo scenario c) – lieto fine – è favorevole sia ai bond sia alle azioni.
Al momento, le probabilità (soggettive) a-b-c di chi scrive sono 40%-40%-20%. Bill Gross, il gestore di Pimco, pensa che il QE3 sia inevitabile, quindi punta tutto su b.
Link dei grafici citati:
http://www.centroeinaudi.it/images/stories/economia/asset/nfp.gif
È uscita la Summer Call for Papers 2013 di LPF
The 2013 LPF Summer Call for Papers is available online
WP 1/13 "Taking Self-Realization Seriously. A Critique of the Rawlsian Argument for Equality of Opportunity"