Verso il Rapporto 2015 sull'economia globale e l'Italia

Il Convegno, organizzato da Centro Einaudi, IAI e UBI Banca, si terrà a Roma il prossimo 20 maggio. Save the Date


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Le radici del pensiero libertario contemporaneo

Il primo seminario del ciclo avrà come relatore Marco Bassani dell'Università di Milano. Centro Einaudi, 21 maggio 2015.

Locandina


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Giornata Nazionale della Previdenza

Incontro organizzato dal Laboratorio di ricerca “Percorsi di secondo welfare” del Centro Einaudi di Torino e da SRM‐Studi e Ricerche per il Mezzogiorno

Locandina


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Save the Date / XVI Rapporto «Giorgio Rota» su Torino

Verrà presentato sabato 23 maggio alle ore 10 a Piazza dei Mestieri, via Jacopo Durandi 13 a Torino.


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Scuola di Liberalismo 2015

Dal 17 febbraio al 14 aprile, al Centro Einaudi, in collaborazione con gli Amici della Fondazione Einaudi e l'Ora Libera(le). Lezioni di Giandomenico Barcellona, Rosamaria Bitetti, Marco Bollettino, Riccardo De Caria, Luca Ferrini, Valerio Gigliotti, Kishore Jayabalan, Davide Meinero, Pietro Paganini, Emilia Sarogni, Roberto Francesco Scalon, Paolo Silvestri, Francesco Tuccari, Valerio Zanone e Giacomo Zucco.

Locandina Video ciclo incontri


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Bdl / Call for papers 2015

The Bdl call for papers 2015 is open. Deadline for submission: December 31st, 2015.

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Le nostre testate

Agenda Liberale

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11/03/2015

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Per il rinnovo della linea editoriale sono sospese temporamente le pubblicazioni di Agenda Liberale

Lettera economica

La bolla cinese

24/04/2015

La bolla cinese

Giorgio Arfaras

Incertezza e crescita

24/04/2015

Incertezza e crescita

Stefano Puppini

Asset Allocation - Aprile 2015

22/04/2015

Asset Allocation - Aprile 2015

Giorgio Arfaras

Pubblicazioni

II Quaderno del Premio «Giorgio Rota»

di AA.VV.

II Quaderno del Premio «Giorgio Rota»

Il Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi pubblica il Secondo Quaderno del Premio «Giorgio Rota» nel quale sono presentati i paper dei vincitori della seconda...

Un disperato bisogno di crescere

a cura di Mario Deaglio

Un disperato bisogno di crescere

Contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Anna Lo Prete, Paolo Migliavacca, Anna Paola Quaglia, Giuseppe Russo. Presentazione di Franco Polotti. Realizzato...

Biblioteca Fulvio Guerrini

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Dotata di oltre 9.000 volumi, offre una documentazione unica in Italia sul pensiero liberale contemporaneo, con ampio spazio anche per pubblicazioni, banche dati e periodici italiani e stranieri.

 

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  • TOChina Summer School 2015

    Online applications are open for the TOChina Summer School (9th edition), running from June 29 to July 10, 2015, in Torino. Call for Applications

  • Politiche Sociali / Social Policies (il Mulino)

    Call for papers                                                                        Abstract Submission: Deadline 30 June 2015 / Manuscript Submission: Deadline 30 November 2015.                                                                                                                                                              Call

L’ultimo Liberal

Alla sinistra americana non è rimasto quasi più nessuno. Non certo Barack Obama, il sogno liberal sfumato, la più grande delusione del decennio. In un articolo sul New York Magazine tutta la disillusione viene vista con gli occhi dell’ultimo dei Liberal, il premio Nobel per l’Economia, nonché editorialista di riferimento del New York Times, Paul Krugman.

La solitudine di Krugman è la solitudine dell’americano di sinistra che pensava che Obama l’avrebbe riscattato da tutte le pene subite non soltanto durante gli anni di Bush, ma anche durante gli anni clintoniani, ché Bill Clinton non era un presidente di sinistra, era un centrista. Invece no. Obama ha tradito molte aspettative (Guantánamo per esempio. Su Twitter, Ben Smith di Politico ha riportato uno scambio meraviglioso tra il presidente e un signore a un incontro per il fund raising. Si discuteva di austerità. «Dobbiamo decidere senza cosa possiamo stare», ha detto Obama. «Guantánamo!», ha gridato uno dalla platea), soprattutto economiche. Krugman fa un elenco dettagliato, perché, oltre a sentirsi solo, si sente pure tradito (è anche uno degli economisti più simpatici su piazza, checché se ne dica. Il suo blog, La coscienza di un liberal, non è soltanto il blog più popolare della rete, è anche pieno di ironia e autoironia, specialmente sul suo essere considerato uno spocchioso antipatico): soprattutto dice che gli economisti progressisti sono disorganizzati e in ritardo.

E mentre buona parte della destra americana dà di socialista al presidente, Krugman rimpiange il welfare state e il continuo compromesso cui tende Obama. Sostiene che in questo modo la società diventerà più dura, che settori come l’istruzione patiranno danni irreparabili, che gli stimoli non dati all’economia si trasformeranno in minori possibilità per il sistema-paese, senza contare l’impatto drammatico sull’occupazione. Testimonial di punta del neokeynesimo, Krugman ha criticato l’ossessione tagliatrice (di spese) che ha preso molti governatori repubblicani, dimostrando con grafici e teorie che in questo modo l’economia sarà depressa, non rilanciata. È uno scontro di civiltà, questo, in cui il premio Nobel si è buttato senza risparmiarsi mai, facendo riferimento al suo personale «paradiso perduto», che risale al boom degli anni Cinquanta e Sessanta.

Krugman non risparmia commenti velenosi verso Larry Summers, compagno di università poi schieratosi dall’altra parte dello scontro. Quando lavorarono insieme nell’amministrazione Reagan, Summers divenne «l’insider» e Krugman «l’outsider». L’ex capo degli economisti della Casa Bianca obamiana è il rappresentante dell’allegria economica degli anni Novanta, la deregulation e le bolle, la finanza e le banche trasformate in supermarket della finanza. Krugman dice: «quando le cose impazziscono, il mio istinto è di adottare politiche radicali, e Larry è un po’ più cauto». E aggiunge: «Larry è davvero molto intelligente – chiediglielo, te lo dirà anche lui».

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Verrà presentato sabato 23 maggio alle ore 10
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