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La sfida metropolitana

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La Grecia – parlando a cena / II

02/07/2015

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II Quaderno del Premio «Giorgio Rota»

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II Quaderno del Premio «Giorgio Rota»

Il Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi pubblica il Secondo Quaderno del Premio «Giorgio Rota» nel quale sono presentati i paper dei vincitori della seconda...

Un disperato bisogno di crescere

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Un disperato bisogno di crescere

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23 Maggio 2015

Presentazione XVI Rapporto Giorgio Rota su Torino

"La sfida metropolitana"

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Potenza militare e debito

Essere una superpotenza costa, se hai un buco di bilancio devi scegliere: o lasci che la spesa militare resti inalterata (o al limite aumenti), e puoi continuare a voler fare il leader globale, oppure tagli anche la spesa militare assieme alle altre e rinunci a un po’ del potere. Alternative non ce ne sono.

È questo il messaggio che ha dato il segretario alla Difesa americano, Bob Gates, in un bel discorso all’American Enterprise Institute (1). Gates, che è in uscita dall’Amministrazione, si permette di dire quel che gli altri non sono liberi di ammettere. È lo stesso dibattito che esiste nel Regno Unito, alle prese con il suo piano di austerità: i fondi del dipartimento della Difesa sono già stati tagliati, eppure è stata iniziata una guerra (in Libia) che potrebbe costare almeno un miliardo di sterline (2). Gli inglesi iniziano a infastidirsi.

I puristi della politica estera sostengono che certe decisioni – le guerre, la sicurezza nazionale – non possono sottostare a vincoli di bilancio. I puristi del ripianamento del debito dicono che il peso dell’austerità deve essere ripartito e che non si può avere una strategia da leader se non si hanno gli strumenti per fare il leader: se il prezzo da pagare è un po’ di isolazionismo, si pagherà. In mezzo ci sono i politici e la politica, che cercano di barcamenarsi tra le diverse esigenze, muovendosi a seconda delle opportunità.

La tattica è evidente in quel che sta accadendo con la strategia a Kabul. La gran parte dei politici di Washington (per non parlare dell’opinione pubbica) spera in un rapido ritiro dall’Afghanistan. Osama bin Laden è stato ucciso, l’investimento in nuovi soldati non ha funzionato, è meglio tentare di trovare una pacificazione rapida con i talebani e tornare a casa. Come ha spiegato il Washington Post, il partito del dialogo con il nemico (altro grande tema di dibattito nella politica estera) ha trovato un potente alleato nei tagliatori di spese (3).

L’alleanza è piuttosto bizzarra, visto che congiunge i liberal antiguerra e gli isolazionisti del Tea Party, ma per ora tutti fanno finta di niente. Il monito di Bob Gates però è arrivato chiaro, e quando Barack Obama ha detto, di fronte al Parlamento britannico riunito, che la leadership occidentale è appena cominciata (4), stracciando in un lampo le tante teorie decliniste, forse aveva in mente un piano economico.

(1) http://www.aei.org/event/100419


(2) http://www.guardian.co.uk/world/2011/may/22/libya-britain-billion-pound-war

(3) http://www.washingtonpost.com/world/national-security/cost-of-war-in-afghanistan-will-be-major-factor-in-troop-reduction-talks/2011/05/27/AGR8z2EH_story.html?hpid=z1

(4) http://www.msnbc.msn.com/id/43164852/ns/world_news-europe/t/obama-uk-parliament-time-our-leadership-now/






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