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Una proposta di metodo per misurare le performance di progetti sociali complessi

Il nuovo Working Paper 2Wel di Daniele Checchi, Claudio Gianesin, Samuele Poy è disponibile online.  

 


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Online il numero 212 di Biblioteca della libertà

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La sfida metropolitana

Presentato sabato 23 maggio il XVI Rapporto «Giorgio Rota» su Torino, disponibile online.

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Grecia Europa: colpo di scena

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Grecia Europa: la Sovranità

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II Quaderno del Premio «Giorgio Rota»

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II Quaderno del Premio «Giorgio Rota»

Il Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi pubblica il Secondo Quaderno del Premio «Giorgio Rota» nel quale sono presentati i paper dei vincitori della seconda...

Un disperato bisogno di crescere

a cura di Mario Deaglio

Un disperato bisogno di crescere

Contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Anna Lo Prete, Paolo Migliavacca, Anna Paola Quaglia, Giuseppe Russo. Presentazione di Franco Polotti. Realizzato...

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23 Maggio 2015

Presentazione XVI Rapporto Giorgio Rota su Torino

"La sfida metropolitana"

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Tea Party per tutti

Anche i liberal vogliono i loro Tea Party, quel movimento «dal basso» che raccoglie la pancia dell’elettorato repubblicano e indipendente, stanco delle guerre, di Washington, dei «socialisti». Dei Tea Party liberal ovviamente, uguali e contrari.

Per questo si è attivato Van Jones, contestatissimo esperto di cambiamenti climati che era stato reclutato dall’Amministrazione Obama ma poi era risultato troppo radicale e quindi era stato allontanato. Jones è uno che sa come attivare le piazze, e ha fondato The American Dream Movement con l’obiettivo di difendere il sogno americano (1) da personaggi come Chris Christie, vittorioso governatore del New Jersey alle prese con tagli vertiginosi (2).

Il movimento è stato lanciato a New York giovedì 23 giugno (3), e a ottobre ci sarà una grande conferenza «per riprendersi il sogno americano» (4). Nel frattempo tutta la rete di sindacati e grass roots sono mobilitati in tutti gli stati a partire dal Wisconsin, in cui i benefici statali vengono tagliati dall’accetta di governatori repubblicani. Ascoltando economisti e attivisti, Jones vuole scrivere un «Contratto per il sogno americano» sulla falsariga di quel «Contratto con l’America» che nel 1994 portò i repubblicani a stravincere le elezioni di mid-term al Congresso. Partecipano tutti i politici o ex politici come Howard Dean, candidato alle primarie democratiche nel 2004, che rappresentano l’ala liberal del Partito democratico e che non hanno mai gradito le politiche centriste che anche Obama, nonostante le aspettative e nonostante i voli retorici, sta perseguendo.

Il denominatore comune del movimento è quindi: non ci piace il dibattito che c’è a Washington (come i Tea Party) e nemmeno le soluzioni al vaglio degli attuali congressmen (come i Tea Party). Secondo Jones, il vento è cambiato: gli americani non sono più disposti ad accettare altri sacrifici (e pensare che ancora non è stato attuato granché) e vogliono che lo stato aiuti loro piuttosto che le banche. Ma che questo sentimento si trasformi in una forza politica, come è accaduto con i Tea Party, è ancora tutto da vedere (5).

 

(1) http://www.huffingtonpost.com/van-jones/american-dream-movement_b_826477.html

(2) http://www.courierpostonline.com/article/20110624/NEWS01/106240344/Despite-union-protests-benefits-bill-advances-heads-Gov-Christie-s-desk

(3) http://www.thenation.com/blog/161617/van-jones-previews-american-dream-movement

(4) http://ourfuture.org/news-release/2011052016/take-back-american-dream-conference-oct-3-5

(5) http://www.washingtonpost.com/blogs/the-fix/post/can-liberals-start-their-own-tea-party/2011/06/22/AGTWYthH_blog.html?tid=sm_twitter_washingtonpost


 

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