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23 Maggio 2015

Presentazione XVI Rapporto Giorgio Rota su Torino

"La sfida metropolitana"

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Cameron, Osborne, Johnson

I dati della crescita inglese sono meno belli del previsto: nel secondo trimestre il Regno Unito è cresciuto dello 0,2%, avrebbe potuto crescere dello 0,7 (magra consolazione) se non ci fossero state le vacanze indotte dal matrimonio principesco, ma in ogni caso le aspettative erano migliori. Il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, ha detto che in fondo le cose potevano andare peggio, che il dato è comunque incoraggiante e che la sua strategia continuerà sulla strada tracciata; alla fine della sofferenza, dell’austerità, c’è un lieto fine (1). La strada tracciata è: tagli alla spesa, non alle tasse.

Sulla crescita si scontrano i massimi sistemi delle teorie di politica economica: tagliare le tasse per incentivare i consumi o no? Osborne – sostenuto dal premier, David Cameron – dice di no. Ma molti non sono convinti. Non soltanto i think tanks che sfornano con cadenza ormai mensile paper sulle politiche per la crescita; non soltanto un consigliere potente come Steve Hilton che propone addirittura di tagliare i congedi di maternità (vuole la rivoluzione sociale, è chiaro) (2), ma anche un politico di peso come il sindaco di Londra Boris Johnson. Esponente di una corrente più liberista del Partito conservatore, Johnson ha scritto a caratteri cubitali sul Daily Telegraph (3) che il paese non crescerà mai se non si ha il coraggio di tagliare le tasse e di innescare quel processo virtuoso che, passando per una ripresa dei consumi, porta a un rilancio del sistema.

Johnson non parla per vocazione liberista: ha grandi mire politiche, non ha mai mandato giù la coalizione di governo con i liberaldemocratici (la considera una zavorra pericolosa), si è costruito un’immagine a Londra e vorrebbe andare ad abitare a Downing Street (10 o 11, al momento andrebbe bene infilarsi in una delle due porte).

Certo, però, pone una questione importante, che ha ripercussioni sul Vecchio Continente soprattutto in questo periodo di eurocrisi. Senza crescita non si può pensare di poter ripianare alcun debito pubblico, e se non si ripianano i debiti la crisi strutturale del continente andrà peggiorando. Si è provato con gli stimoli all’economia, ma i dati non sono migliorati. L’alternativa è il taglio delle tasse, dice Johnson – chiedere a Washington per i dettagli.

(1) http://www.spectator.co.uk/business-and-investments/blog/7129478/the-good-news-story-that-osborne-wants-you-to-hear.thtml

(2) http://www.ft.com/intl/cms/s/0/11cc97ae-b85f-11e0-b62b-00144feabdc0.html#axzz1TOsMWtLW

(3) http://www.telegraph.co.uk/news/politics/8664414/Boris-Johnson-tells-George-Osborne-to-cut-National-Insurance-and-50p-tax.html

 

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