Bdl / Call for papers 2015

The Bdl call for papers 2015 is open. Deadline for submission: December 31st, 2015.

Bando / Call


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Buon Natale e Buon Anno! / Merry Christmas and Happy New Year!

Il Centro Einaudi sarà chiuso dal 24 dicembre al 6 gennaio. Durante le vacanze, il sito del Centro non verrà aggiornato salvo novità di rilievo.
From December 24th till January 6th the Centro Einaudi will be closed. During the holidays, the Centro Einaudi website will be updated only for important news.


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Online il numero 210 di Biblioteca della libertà

Il nuovo fascicolo di Biblioteca della libertà, intitolato Europa: un ideale possibile? contiene articoli di Paolo Natale, Alexander D. Ricci, Mónica Ferrín Pereira, Stefano Sacchi, Francesca Arcostanzo.


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Adjusting the Adjustment Programmes

International Financial Assistance During the Crisis: Shaping the IMF Template to Fit the Euro Area Countries
Silvia Merisio è l'autrice dell'ultimo paper LPF della serie Comparative politics, appena uscito.


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La Germania e l'economia sociale di mercato

Alessandro Somma è l'autore che inaugura la serie dei Quaderni di Biblioteca della libertà online.
Quaderno N.1 / 2014


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Primo Rapporto "Giorgio Rota" sull'innovazione territoriale sostenibile nel Lazio

Non tutte le strade portano a Roma è il titolo del Rapporto presentato a Roma il 13 novembre.
Invito - Download capitoli Rapporto


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Biblioteca della libertà

 

Agenda liberale

Bioetica…. o biopolitica?

19/11/2014

Bioetica…. o biopolitica?

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Sono i liberali conservatori?

12/11/2014

Sono i liberali conservatori?

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Lettera economica

Il "pay gap" fra pubblico e privato

18/12/2014

Il "pay gap" fra pubblico e privato

di Stefano Puppini

Asset Allocation - dicembre 2014

18/12/2014

Asset Allocation - dicembre 2014

di Giorgio Arfaras

Unione bancaria e Basilea 3

12/12/2014

Unione bancaria e Basilea 3

di Monica Straniero

Pubblicazioni

Un disperato bisogno di crescere

a cura di Mario Deaglio

Un disperato bisogno di crescere

Contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Anna Lo Prete, Paolo Migliavacca, Anna Paola Quaglia, Giuseppe Russo. Presentazione di Franco Polotti. Realizzato...

La Germania e l'economia sociale di mercato

di Alessandro Somma

La Germania e l'economia sociale di mercato

Il 1° Quaderno di Biblioteca della libertà della nuova serie online 2014 raccoglie alcuni saggi di Alessandro Somma apparsi su «Biblioteca della libertà» a partire...

Biblioteca Fulvio Guerrini

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Dotata di oltre 9.000 volumi, offre una documentazione unica in Italia sul pensiero liberale contemporaneo, con ampio spazio anche per pubblicazioni, banche dati e periodici italiani e stranieri.

 

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3 dicembre 2014  

“I 50 anni del Centro Einaudi"

Mollemente adagiata sulla paura

John Lanchester è il romanziere della crisi britannica. Non ha avuto alcuna investitura ufficiale, ma per la maggior parte dei media inglesi, di destra e di sinistra, lui è il narratore migliore che il collasso del Regno Unito potesse trovarsi.

Lanchester nasce come saggista, esperto di finanza ma anche di letteratura, figlio di padre di Hong Kong e di madre irlandese. La mamma è il suo grande tabù: scoprì la verità su di lei, il fatto che si fosse abbassata l’età di nove anni e che avesse preso un passaporto birtannico usando il nome di sua sorella, soltanto quando morì, nel 1998. Da quel momento Lanchester ha avuto problemi psicologici, attacchi di panico, come ha raccontato nel memoir (molto triste) “Family Romance”. Nel 2010 Lanchester ha pubblicato “Whoops!: Why everyone owes everyone and no one can pay” (1), un’analisi tecnica della crisi, scritta con un tono ironico, tanto che un recensore lo definì “devastantemente divertente”. In realtà, in “Whoops!” c’è poco da ridere, e Lanchester stesso non voleva far ridere: voleva essere impietoso e far emergere, dalla realtà, colpe e irresponsabilità così gigantesche da poter benissimo far parte di una fiction.

Ora è tornato con un romanzo, “Capital”, di cui il Telegraph ha pubblicato di recente un estratto (2). Il libro si svolge in una strada nel sud di Londra, Pepys Road, in quattro atti, dal dicembre del 2007 al novembre del 2008: la grassa capitale inglese nel mezzo del credit crunch. Il ritratto è fedele: l’aumento dei prezzi delle case ha trasformato il tessuto sociale della strada, così un banchiere e un calciatore-giovane-speranza della Premier League proveniente dal Senegal sono i vicini di casa di molti residenti di lunga data, ben più modesti: una vedova ottantenne che sta morendo di cancro, il proprietario d’origini pakistane di un negozio di alimentari. Poi ci sono quelli che lavorano lì: l’operaio polacco, l’immigrato dallo Zimbabwe che fa illegalmente il guardiano del traffico.

Secondo il Guardian, è “una panoramica ineguagliabile sulla bolla di Londra” (3), con racconti che vengono paragonati al “Falò delle vanità” di Tom Wolfe (per non parlare di come sono immortalate le mogli, tragiche e volgari nonostante anni di lezioni di bon ton). In seicento pagine, Londra appare in tutta la sua vulnerabilità, e lo stupore è lo stesso che si respirava veramente nella City nei giorni in cui la crisi scritta sui giornali si trasformò in giovani in giacca e cravatta con scatoloni tra le mani – la fretta della cacciata, l’incapacità di comprendere.

Secondo Lanchester, Londra non si è ripresa, resta mollemente adagiata sulla sua paura, in mezzo a un disfattismo che conserva un suo senso estetico, ma che è pur sempre il contrario della fiducia, dell’ottimismo, della crescita.

  1. http://www.amazon.co.uk/Whoops-Why-everyone-owes-one/dp/1846142857

  2. http://www.telegraph.co.uk/culture/books/9088694/Capital-by-John-Lanchester-Exclusive-extract.html

  3. http://www.guardian.co.uk/books/2012/feb/24/capital-john-lanchester-review

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