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Grecia Europa: colpo di scena

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II Quaderno del Premio «Giorgio Rota»

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II Quaderno del Premio «Giorgio Rota»

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Un disperato bisogno di crescere

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Un disperato bisogno di crescere

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23 Maggio 2015

Presentazione XVI Rapporto Giorgio Rota su Torino

"La sfida metropolitana"

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Un futuro moscio

Abbiamo sostenuto molte volte questa tesi che riportiamo. Il vecchio modello di sviluppo aveva al centro i produttori, mentre quello nuovo ha i debitori, ossia le famiglie che accendono del nuovo debito, e che forzano i propri consumi. Questo accade soprattutto negli Stati Uniti. Uno accende del debito dando in garanzia la propria casa. Per un certo periodo ha un consumo maggiore, manda i figli all’università, compra l’auto, ma deve pagare gli interessi ed alla fine deve comunque rendere il debito. Il maggior consumo d’oggi diventa il minor consumo di domani.


Esiste un limite alla crescita del debito. Limite che può essere rimosso, come si è poi visto più nell’immaginazione che nella realtà, se i prezzi degli immobili salgono in modo perpetuo. Se il prezzo dell’immobile sale, uno può accendere del nuovo debito. Se sale e non cade mai, il debito è garantito dal maggior valore dell’immobile. Se però il prezzo dell’immobile cade, alla famiglia non conviene pagare il mutuo, perché pagherebbe ancora per anni una cosa che vale meno. La famiglia si dichiara morosa e la proprietà torna al creditore, che si trova ad avere un bene che vale meno del prezzo iniziale, quando fu acceso il mutuo. Ecco allora la crisi delle imprese legate al finanziamento degli immobili. Gli elevati livelli del debito in rapporto al reddito e la caduta dei prezzi degli immobili hanno esaurito la propulsione del nuovo modello, quello anglosassone, che aveva sostituito quello trainato dalla crescita salariale.



Quantifichiamo. Mostriamo i numeri del “mortgage equity withdrawal”, del valore che si estrae dalla ricchezza immobiliare. In breve, io ho una casa che vale 100 dollari ed un debito di 50 dollari. Quindi il mio debito è pari al 50% al valore della casa. La casa sale di prezzo ed arriva a 200 dollari. Se mi indebito per 100 dollari, quindi per altri 50 dollari, il mio debito, come percentuale, resta invariato, al 50%, ed io ho altri 50 dollari da spendere. Nel tempo è stato estratto, grazie al nuovo debito, del valore dagli immobili, valore che era in gran parte speso. Poniamo che fosse di 500 miliardi di dollari. Abbiamo, nel caso di un tasso di risparmio del 100% sul nuovo debito, un reddito disponibile aggiuntivo di 500 miliardi di dollari. Prendiamo allora il PIL come è stato effettivamente, e come sarebbe stato senza questo mortgage equity withdrawal. Il “come sarebbe stato” è una semplice sottrazione, non vi sono calcoli di moltiplicatori, acceleratori e quant’altro. Come mostra il primo grafico, senza le case da sfruttare, dal 2001, la ripresa sarebbe stata anemica. Il secondo grafico mostra come, con la caduta del prezzo degli immobili, il mortgage equity withdrawal si sia esaurito. I grafici sono di Clusterstock.
 


Ergo, la crescita futura, priva di propulsione da debito immobiliare, dovrebbe essere piuttosto moscia.
 


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