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Una proposta di metodo per misurare le performance di progetti sociali complessi

Il nuovo Working Paper 2Wel di Daniele Checchi, Claudio Gianesin, Samuele Poy è disponibile online.  

 


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Online il numero 212 di Biblioteca della libertà

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La sfida metropolitana

Presentato sabato 23 maggio il XVI Rapporto «Giorgio Rota» su Torino, disponibile online.

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11/03/2015

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Attivi o Passivi

02/07/2015

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La Grecia – parlando a cena / II

02/07/2015

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Grecia Europa: colpo di scena

28/06/2015

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II Quaderno del Premio «Giorgio Rota»

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II Quaderno del Premio «Giorgio Rota»

Il Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi pubblica il Secondo Quaderno del Premio «Giorgio Rota» nel quale sono presentati i paper dei vincitori della seconda...

Un disperato bisogno di crescere

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Un disperato bisogno di crescere

Contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Anna Lo Prete, Paolo Migliavacca, Anna Paola Quaglia, Giuseppe Russo. Presentazione di Franco Polotti. Realizzato...

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23 Maggio 2015

Presentazione XVI Rapporto Giorgio Rota su Torino

"La sfida metropolitana"

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Il settore immobiliare in forma grafica

Il prezzo degli immobili sta flettendo negli Stati Uniti. 1. Prendiamo un indice del prezzo degli immobili (linea blu) e lo confrontiamo con il tasso di inflazione (linea viola). Dal 1987 al 2000 il prezzo degli immobili è cresciuto come il tasso di inflazione. Fin qui tutto normale, gli immobili sono un bene reale, che protegge dall’inflazione. Dal 2000 il prezzo degli immobili continua a crescere più dell'inflazione.

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2. Si potrebbe pensare che, poiché è cresciuto il reddito, allora le case, anche se in termini assoluti costano di più, in realtà, rispetto al reddito, costano come prima. Misuriamo allora la crescita del reddito pro capite (linea verde). Si vede che la crescita del prezzo degli immobili continua ad essere ragionevole per altri due anni, ed arriviamo al 2002. 3. Dal 2002 non riusciamo a spiegare la crescita del prezzo delle case con l’inflazione e con la crescita del reddito.
 
Cerchiamo una nuova spiegazione. Prendiamo l’indice del debito delle famiglie (linea rossa con triangoli). Arriviamo al 2006. La crescita del debito ha finanziato gli acquisti di case e quindi la crescita del loro prezzo. 4. Da allora il debito delle famiglie continua a salire, mentre il prezzo delle case ha iniziato a scendere. Segue che l’immobile non garantisce il mutuo nella stessa misura di prima e quindi crediti verso le famiglie del settore finanziario sono diventati più fragili.
 
La conclusione del discorso è questa. O il prezzo delle case risale fino a coprire il valore del mutuo, oppure la parte del debito non garantita qualcuno dovrà accollarsela. Viene difficile pensare che il prezzo delle case possa risalire, con una ammontare di case invendute davvero notevole e con dei criteri più stretti nella erogazione del credito. Se il mutuo vale 100 e la casa 80 e le famiglie pagano il mutuo si troveranno ad aver pagato una casa che vale meno. Se invece le famiglie smettono di pagare e vengono sfrattate, allora la banca si ritrova una casa che vale meno. Per ora non tutte le case valgono meno. Come si vede dal grafico, quelle comprate dal 2005 in avanti. Il grafico è di Sudden Debt.

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