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Al di là della politica. Filosofia e retorica in Leo Strauss.
Leo Strauss è oggi unanimemente considerato uno dei maggiori protagonisti della filosofia politica del ventesimo secolo. L'autore, Alberto Ghibellini, è attualmente ricercatore del Centro...
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a cura di Mario Deaglio, contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Giuseppina De Santis, Giorgio S. Frankel, Anna Lo Prete, Giuseppe...

Dotata di oltre 9.000 volumi, offre una documentazione unica in Italia sul pensiero liberale contemporaneo, con ampio spazio anche per pubblicazioni, banche dati e periodici italiani e stranieri.
http://www.decisionpoint.com/TAC/SWENLIN.html
La stagione degli utili, dei fatturati e delle «linee guida»
Gli utili sono andati meglio del previsto, ma che dire dei fatturati e delle «linee guida», ossia delle previsioni che fanno le imprese su se stesse? Si prendano le quasi duemila imprese – degli Stati Uniti, di cui si hanno i dati – e le si divida in: 1) imprese che hanno dichiarato utili migliori delle previsioni; 2) imprese che hanno dichiarato sia utili migliori sia fatturati migliori delle previsioni; 3) imprese che hanno dichiarato sia utili migliori sia fatturati migliori delle previsioni sia «linee guida» migliori di quelle precedenti. Si trova che: 1) il 67,9% delle imprese quotate ha avuto utili migliori delle previsioni; 2) il 37,6% ha avuto sia utili sia fatturati migliori delle previsioni; 3) il 6,1% ha avuto sia utili migliori sia fatturati migliori delle previsioni sia «linea guida» migliori di quelle precedenti. Si osservi come di man in mano che si cerca un giudizio complessivo il miglioramento appaia ridotto. Le imprese non possono tagliare i costi oltre un certo limite, e dunque possono guadagnare se e solo se incrementano le vendite. I fatturati crescono solo se parte la ripresa. La ripresa non può dispiegarsi stabilmente se le famiglie non tornano a consumare. Le famiglie statunitensi debbono però ridurre il proprio debito.
Le banche vanno meglio?
Si è avuta una grande ripresa dei corsi delle azioni bancarie perché si sono scontati risultati migliori. I risultati migliori si concentrano nel comparto del reddito fisso, delle valute e delle materie prime. Le altre attività bancarie, come i crediti alle imprese e i crediti al consumo, non sono migliorate. Di questi risultati si sa poco. Il «Financial Times» scrive che «By now, investors should be wary of any magically profitable black box lurking inside an investment bank. Fixed income, currency and commodities trading – or FICC – has sustained bank profits this year. Among 12 large European and US investment banks, it accounted for 63 per cent of revenues, Morgan Stanley estimates. Crucially, FICC earnings helped recapitalise banks that might otherwise be sacked by rising bad loans. Yet FICC remains just a single line on most banks’ results. Investors cannot see inside». Sono pure migliorati i prezzi delle obbligazioni dette «tossiche», quelle con «in pancia» i mutui ipotecari. Attenzione: non si hanno nuove emissioni di obbligazioni con in pancia i mutui ipotecari, di conseguenza è salito il prezzo dello stock di obbligazioni esistenti; ed è salito anche grazie ai programmi pubblici di acquisto. La conclusione è che il settore che più di ogni altro è osservato per sapere se si ha un vero miglioramento delle cose, lascia quantomeno perplessi.
http://www.ft.com/cms/s/3/08daff0c-832b-11de-a24e-00144feabdc0.html
http://blog.atimes.net/?p=1101
I volumi non sono cresciuti
Si pensa che se i prezzi salgono, i volumi scambiati debbano anch'essi salire. Ecco la logica dell’asserzione: al tempo t la curva di offerta di azioni è rigida, mentre gli «ottimisti» comprano; i prezzi salgono. Al tempo t+1 la curva di offerta di azioni si sposta perché i maggiori prezzi sono, per i «pessimisti», un incentivo a vendere. Gli ottimisti comprano ancora, ma questa volta comprano un numero di azioni superiore; i prezzi salgono ulteriormente. E così via. L’ascesa stabile dei prezzi ha i volumi in ascesa: di man in mano che i prezzi salgono, coloro che avevano comprato al tempo t, al tempo t+1 eccetera, realizzano plusvalenze e perciò vogliono vendere. Chi compra deve domandare un volume di azioni ancora più elevato a prezzi crescenti. La correlazione fra crescita dei prezzi e crescita dei volumi dovrebbe essere positiva quando il mercato, trainato dalla ritrovata fiducia nel futuro, riprende a salire. Invece, dal minimo di marzo la correlazione fra prezzi e volumi è negativa: quando i prezzi salgono, i volumi scendono; quando i prezzi scendono, i volumi salgono. Chi compra non è molto convinto e si ferma, temendo di dover pagare troppo. Chi vende è ancora timoroso e accresce l’offerta quando i prezzi scendono, ossia quando teme che possano scendere ulteriormente. Il rapporto fra prezzi e volumi da marzo 2009 mostra una stupefacente correlazione negativa.
È uscita la Summer Call for Papers 2013 di LPF
The 2013 LPF Summer Call for Papers is available online
WP 1/13 "Taking Self-Realization Seriously. A Critique of the Rawlsian Argument for Equality of Opportunity"