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La sfida metropolitana

Presentato sabato 23 maggio il XVI Rapporto «Giorgio Rota» su Torino, disponibile online.

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II Quaderno del Premio «Giorgio Rota»

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23 Maggio 2015

Presentazione XVI Rapporto Giorgio Rota su Torino

"La sfida metropolitana"

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Dal vallo di Adriano al Sorpasso

La «gara» fra il Belpaese e la Perfida Albione dura da secoli. I patrioti italiani si offendevano quando i britannici – all’apice della potenza industriale e dunque a metà Ottocento – dicevano che «il vapore degli italiani era il loro sole». I patrioti italiani volevano l’industria pesante per diventare potenza, non esportare arance e suonare il mandolino. Oggigiorno ai britannici viene il dubbio che il vapore della City non basti più.

La quota del reddito mondiale spettante all’Italia nel 1500 – dunque ai tempi del Rinascimento e di Elisabetta I – era del 4,7%, quella della Gran Bretagna dell'1,1%. Secoli dopo – nel 1870, ai tempi dell’Unità d’Italia e dell’Impero Britannico – la quota italiana era pari al 3,8% e quella britannica al 9% (1). Insomma, si sale e si scende.
 
In tempi più recenti, l’Italia «craxiana» superò la Gran Bretagna e si disse «Il Sorpasso», espressione nota nel mondo per il film con Gassman e Trintignant (2). Poi fu la Gran Bretagna «blairiana» a tornare in testa. Nel terzo trimestre di quest’anno si ha di nuovo «Il Sorpasso»: il Pil trimestrale britannico è stato di 347,5 miliardi sterline e quello italiano di 350 (3). Complice la flessione? No, perché c’è stata anche in Italia. Complice la caduta della sterlina. Alcuni britannici leggono «Il Sorpasso» come un segno di decadenza. I vari sorpassi con la Francia e la Germania sono «vissuti» meglio.
 
La seconda «gara» è quella con la Spagna (1). La quota del reddito mondiale spettante all’Italia nel 1500 – dunque ai tempi del Rinascimento e di Carlo V – era del 4,7%, quella della Spagna dell’1,8%. Secoli dopo – nel 1870, ai tempi dell’Unità d’Italia e dell’isolamento secolare spagnolo – la quota italiana era pari al 3,8% e quella iberica all’1,8% (1). Insomma, il rapporto è restato nei secoli pari a 2:1. In tempi recenti la Spagna ha ridotto le distanze, trascinata dal boom del settore immobiliare, ora in grave crisi.
 
E ai tempi di Giulio Cesare? (1). All’Italia andava il 6,1% del reddito mondiale, alla Spagna l’1,8%, alla Gran Bretagna lo 0,3% (ma non era stato ancora costruito il Vallo da un Imperatore di origine spagnola). Dov’era il resto del reddito mondiale? Il 57% era in India e in Cina. Agli Stati Uniti, allora abitati dai soli Nativi, spettava solo lo 0,3%.
 
Tempus fugit.

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