Rawls Tested by Larmore's Theory / Part I


Alberto De Luigi 
è l'autore del nuovo paper di LPF - Laboratorio Welfare - sezione filosofia politica, appena pubblicato.        

Sostenete il nostro programma di borse di studio

Da cinquant’anni il Centro forma giovani studiosi che proseguono le loro carriere avendo imparato che, come insegnava Luigi Einaudi, occorre "conoscere per deliberare". L'Italia ha bisogno di giovani capaci di esercitare il pensiero critico e di guardare ai problemi con un approccio multidisciplinare. Il 5 per mille al Centro Einaudi è un'opportunità in più per loro.

Online il numero 208 di Biblioteca della libertà



Il nuovo fascicolo  di Biblioteca della libertà si articola in due sezioni, "Liberalismi" e "Fatti e Valori".

Call for articles 2014: “Free Speech and Privacy”


The Bdl call for articles for the forthcoming issue is open.
We encourage proposals of theoretical and empirical works in and across different fields of political analysis. New deadline for paper submission: June 30th, 2014.

Percorsi di secondo welfare / Nuovi partner

Il Forum ANIA Comsumatori, la CISL Lombardia, la CISL Piemonte e il Comune di Torino sono diventati partner di Percorsi di secondo welfare, iniziando così a sostenere le nostre attività di ricerca. La loro adesione rappresenta una notizia molto positiva, indicativa di come il lavoro svolto in questi anni dal nostro laboratorio sia stato in grado di suscitare l’interesse di importanti realtà appartenenti alle istituzioni e al mondo sindacale.          

Scuola di Liberalismo 2014

Dal 25 febbraio, al Centro Einaudi, in collaborazione con gli Amici della Fondazione Einaudi, il Centro Pannunzio e l'Ora Libera(le). Lezioni di Marco Bassani, Giampietro Berti, Marco Bollettino, Riccardo Cappello, Riccardo De Caria, Stefano De Luca, Andrea Favaro, Giorgio Fidenato, Fabio Grassi Orsini, Paolo Heritier, Nicola Iannello, Carlo Lottieri, Beatrice Magni, Gerardo Nicolosi, Pier Franco Quaglieni, Mauro Tosco, Alessandro Vitale, Giacomo Zucco.

Locandina                                                                                                                                      Video Registrazioni delle lezioni

Fili d’erba, fili di ripresa

XVIII Rapporto sull'economia globale e l'Italia (2013) a cura di Mario Deaglio. Il volume, edito da Guerini e Associati e disponibile anche in versione ebook, nasce dalla collaborazione fra il Centro Einaudi e UBI Banca. Il Rapporto è stato presentato a Milano, Brescia, BergamoBienno, Varese, Sondrio, Torino, Cuneo, Lecco, Monza, Mantova e UdineComo e Treviso, Lodi. Prossime presentazioni a Jesi e Roma

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Le nostre testate

Agenda liberale

Lettera economica

Inusuale, Verosimile, Assurdo

18/04/2014

Inusuale, Verosimile, Assurdo

di Giorgio Arfaras

Possibilità, Probabilità, Certezza

18/04/2014

Possibilità, Probabilità, Certezza

di Stefano Puppini

Le grandi imprese coreane

18/04/2014

Le grandi imprese coreane

di Anna Carla Dosio

The Italian Job

Still in the Long Tunnel

17/05/2013

Still in the Long Tunnel

di Giorgio Arfaras

Gloomy Skies

27/03/2013

Gloomy Skies

di Giuseppina De Santis

Pubblicazioni

Fili d'erba, fili di ripresa

a cura di Mario Deaglio

Fili d'erba, fili di ripresa

A cura di Mario Deaglio, contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Giuseppina De Santis, Anna Lo Prete, Paolo Migliavacca, Anna Paola Quaglia,...

Quaderni del Premio «Giorgio Rota»

a cura di AA.VV.

Quaderni del Premio «Giorgio Rota»

Il Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi è particolarmente lieto di pubblicare questo primo Quaderno del Premio «Giorgio Rota» nel quale sono presentati...

Biblioteca Fulvio Guerrini

Biblioteca Fulvio Guerrini

Dotata di oltre 9.000 volumi, offre una documentazione unica in Italia sul pensiero liberale contemporaneo, con ampio spazio anche per pubblicazioni, banche dati e periodici italiani e stranieri.

 

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I nostri video

 

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Convegno Giorgio Rota 2014

Oggetti del desiderio / II. Il petrolio

Abbiamo visto (1) che la domanda di oro alla fine si spiega a partire dalla diversificazione dei portafogli dal dollaro. Oggi affrontiamo il prezzo dell’«oro nero». Intanto, come mai il prezzo del petrolio è così volatile? (2). Abbiamo una risorsa che alla fine si esaurisce, controllata dai governi, con la spesa pubblica che si finanzia con i proventi petroliferi. I paesi petroliferi hanno l’obiettivo di avere il massimo di introiti. Essi espandono l’offerta fino al punto in cui ottengono il reddito necessario per finanziare la spesa pubblica. Che questa si riversi nella costruzione di ospedali per bambini poveri oppure nel mantenimento di migliaia di principi pigri non rileva. Ottenuto questo reddito, se il prezzo del petrolio sale ancora, i paesi petroliferi riducono la produzione. A loro, infatti, conviene non sprecare una risorsa non rinnovabile, dunque «investono» tenendo il petrolio sotto terra. Riducono la produzione e perciò, con una domanda in ascesa, i prezzi esplodono. Dopo che il petrolio è diventato molto caro, la domanda si riduce. Se poi si entra in recessione, la domanda si riduce decisamente. Si aveva all’inizio, con una gran crescita economica, una domanda superiore all’offerta, ma poi, arrivata la recessione, si ha un’offerta superiore alla domanda, così i prezzi cadono. Ecco il prezzo del petrolio che passa da 150 a 50 dollari per barile e poi torna a 80 – come se niente fosse e nel giro di un anno.

Passiamo alle applicazioni «pratiche». Il primo grafico dello studio di Econbrowser (3) mostra: a) la proiezione della crescita statunitense basata sul passato – la linea tratteggiata verde; b) quella basata sui prezzi del petrolio se li avessimo conosciuti in anticipo – la linea tratteggiata rossa; c) l'andamento effettivo del Pil – la linea nera. La differenza fra la tratteggiata rossa e la linea nera può essere immaginata come l'effetto della crisi finanziaria e di altro che non sappiamo. Dunque sulla crisi in corso hanno influito il petrolio e la finanza – non solo la finanza. La linea tratteggiata rossa che misura gli effetti del petrolio, infatti, flette. L'economia ha incominciato a fermarsi prima del fallimento di Lehman. (In Europa i numeri dovrebbero essere diversi – meno forti – per l'effetto «calmiere» che gioca sul prezzo finale del petrolio l’elevata imposta sulla benzina).
 
La crescita del prezzo del petrolio che si è avuta dalla fine dello scorso anno a oggi non è «innocente», perché potrebbe avere effetti reali. Non rileva se sale in quanto la sua crescita è dovuta all’economia che si riprende oppure alla rarefazione dell’offerta: il petrolio viene immagazzinato (sulle navi o lasciato sotto terra) per il timore che il dollaro s’indebolisca ancora. L’impatto sull’economia reale del prezzo del petrolio si ha quando le spese energetiche dirette e indirette delle famiglie statunitensi raggiungono il 6% della spesa delle famiglie. Per usare energia – una spesa rigida – le famiglie devono ridurre le spese meno rigide. Non manca molto al raggiungimento di questo numero magico, come mostra il secondo grafico della nota citata (3).

Il petrolio sale anche perché il dollaro è debole (come l’oro). L’ascesa del petrolio ha – sopra una certa soglia e a differenza dell’oro – degli effetti recessivi. L’oro non è un «bene base», che entra nella produzione di tutti i beni, il petrolio sì.


(1) http://www.centroeinaudi.it/commenti/oggetti-del-desiderio-/-loro.html

(2) http://www.centroeinaudi.it/commenti/i-petrolieri-sono-in-bolletta.html

(3) http://www.econbrowser.com/archives/2009/11/will_rising_oil.html

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Quattrordicesimo Rapporto
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