Open Negotiation: the Case of Same-Sex Marriage

Federica Liveriero è l'autrice dell'ultimo paper LPF della serie Political Philosophy, appena uscito.


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Oro: lascia o raddoppia?

Mario Deaglio e Patrizia Ferro ne discutono con Carlo Alberto De Casa, autore de I segreti per investire con l'oro. Introduce Giuseppe Russo. Centro Einaudi, 26 gennaio ore 17.30.

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Scuola di Liberalismo 2015

Dal 17 febbraio, al Centro Einaudi, in collaborazione con gli Amici della Fondazione Einaudi e l'Ora Libera(le). Lezioni di Giandomenico Barcellona, Rosamaria Bitetti, Marco Bollettino, Riccardo De Caria, Luca Ferrini, Valerio Gigliotti, Kishore Jayabalan, Davide Meinero, Pietro Paganini, Emilia Sarogni, Roberto Francesco Scalon, Paolo Silvestri, Francesco Tuccari, Valerio Zanone e Giacomo Zucco.

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Un disperato bisogno di crescere

XIX Rapporto sull'economia globale e l'Italia (2014) a cura di Mario Deaglio. Il volume, edito da Guerini e Associati e disponibile anche in ebook, nasce dalla collaborazione fra il Centro Einaudi e UBI Banca.


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Obama e Bergoglio, una strana alleanza

26/01/2015

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Asset Allocation - gennaio 2015

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Chi detiene il debito pubblico?

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Un disperato bisogno di crescere

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La Germania e l'economia sociale di mercato

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Biblioteca Fulvio Guerrini

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Dotata di oltre 9.000 volumi, offre una documentazione unica in Italia sul pensiero liberale contemporaneo, con ampio spazio anche per pubblicazioni, banche dati e periodici italiani e stranieri.

 

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prova 50

3 dicembre 2014  

“I 50 anni del Centro Einaudi"

Ancora sulla crisi greca / V

Quando si era nel pieno della crisi finanziaria, la Banca Centrale Europea aveva abbassato il livello della qualità delle obbligazioni emesse dai Tesori che potevano essere portate allo sconto, da A- a BBB+, che è il livello dove era finito – ed è – il debito greco. Ecco allora il timore che, quando mai il livello tornasse ad A-, come sembra debba accadere dall’inizio del 2011, il debito greco non sarebbe scontabile. In questo modo esso sarebbe ancora meno attraente.

Se la Grecia si dichiarasse insolvente, si avrebbe come primo fenomeno quello del debito degli altri paesi messi peggio (Portogallo, Spagna, Irlanda), che potrebbe andare sotto pressione, e come secondo – e contemporaneo – fenomeno si avrebbero ripercussioni sul sistema bancario. Quest’ultimo si è ripreso anche perché si indebita a breve termine e compra a lungo termine i titoli di stato, con i tassi a breve che sono minori di quelli a lunga (= i rendimenti). Se le obbligazioni dei Tesori dei paesi poco virtuosi a causa del «contagio» greco andassero male, i loro prezzi scenderebbero e dunque le banche dovrebbero registrare delle perdite sul debito acquistato.

Il terzo fenomeno sarebbe quello di politiche di bilancio restrittive per contenere l’effetto del maggior costo del debito pubblico. Avremmo così la combinazione di un bilancio pubblico che si restringe e di una politica monetaria che è stata già espansa e che non può espandersi oltre. (Ricordiamo che nell’Europa dell’euro la banca centrale, a differenza di quanto accade negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, non può comprare le obbligazioni emesse dai Tesori, ossia non può «monetizzare» il debito). In questo caso si avrebbero effetti negativi sul lato del riassorbimento dei disoccupati.

La scelta di salvare la Grecia è un’ammissione di fatto che le politiche «allegre» non sono punite, mentre la scelta di non salvarla è una scelta di alzare la posta della crisi. Bisogna scegliere fra i due mali, e di questo si discute animatamente in questi giorni.
 
Per approfondire:
 
http://www.eurointelligence.com/article.581+M53f4f1dc3ab.0.html

http://www.centroeinaudi.it/commenti/ancora-sulla-crisi-greca-/-iv.html


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