di
Al di là della politica. Filosofia e retorica in Leo Strauss.
Leo Strauss è oggi unanimemente considerato uno dei maggiori protagonisti della filosofia politica del ventesimo secolo. L'autore, Alberto Ghibellini, è attualmente ricercatore del Centro...
a cura di
a cura di Mario Deaglio, contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Giuseppina De Santis, Giorgio S. Frankel, Anna Lo Prete, Giuseppe...

Dotata di oltre 9.000 volumi, offre una documentazione unica in Italia sul pensiero liberale contemporaneo, con ampio spazio anche per pubblicazioni, banche dati e periodici italiani e stranieri.
| Debito pubblico | Deficit pubblico | Deficit estero | Valuta | |
| Argentina | 62 | 6,4 | 1,7 | dollaro |
| Grecia | 114 | 12,7 | 11,2 | euro |
| % Pil | % Pil | % Pil |
Per stabilizzare il debito la Grecia dovrebbe varare una correzione del bilancio pubblico nell’ordine del 13% – da un deficit prima di pagare gli interessi del 4% a un surplus del 9%. Un numero che non si è mai visto. Soprattutto in un contesto di crescita anemica e con tensioni sociali.
Dunque? Fino a oggi ha funzionato il sistema di finanziamento dei deficit greci: le banche commerciali comprano il debito pubblico dei paesi «cicala» come la Grecia e incassano il 6% di rendimento. Si indebitano con la Banca Centrale Europea all’1% dando in garanzia i titoli dei paesi «cicala», che la Banca Centrale accetta. Intanto che pagano l’1% come oneri passivi, incassano il 6% come interessi attivi. Possono, volendo, comprare ancora i titoli dei paesi «cicala», e via così. Questa «catena di Sant’Antonio» – per i colti, questo «schema Ponzi» – giustamente preoccupa. Si noti che non giocano a catena solo le banche commerciali greche, ma anche le altre.
Come riportare sotto controllo la vicenda? Una soluzione è che i paesi europei emettano del debito a lungo termine a rendimenti inferiori a quelli greci – i rendimenti medi europei sono al 4%, quelli greci al 6,5% – e prestino alla Grecia il controvalore agli stessi rendimenti. In questo modo la Grecia, pagando meno il debito, si risana più facilmente. Resta da vedere quale certezza si possa avere che la Grecia renda senza problemi il prestito, che altrimenti rimarrebbe sulle spalle degli altri paesi. Se la certezza fosse modesta, allora si tornerebbe ai rendimenti di mercato – il debito greco è, come detto prima, sottoscritto al 6,5%. Soluzione che sembra poco praticabile. L’altra soluzione è un intervento del Fondo Monetario Internazionale, il quale non può non chiedere al governo greco di prendere delle decisioni pesanti.
Ricordiamo che due terzi del debito pubblico greco è detenuto all’estero (2), principalmente dai tedeschi, dai francesi e dagli svizzeri. Insomma, urge una soluzione, che ancora non si intravede.
Infine, cosa pensa il mercato? (3). Per prestare a tre mesi chiede il 3% (su base annua), per prestare a sei mesi chiede il 6% (sempre su base annua). C’è un salto nel trimestre. Ergo, s’immagina la crisi greca che scoppia a luglio…
(1) http://baselinescenario.com/2010/04/06/greece-and-the-fatal-flaw-in-an-imf-rescue/
(2) http://www.centroeinaudi.it/commenti/the-dark-side-of-the-moon-/-i.html
(3) http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/Greek%20Curve%204.6.jpg
È uscita la Summer Call for Papers 2013 di LPF
The 2013 LPF Summer Call for Papers is available online
WP 1/13 "Taking Self-Realization Seriously. A Critique of the Rawlsian Argument for Equality of Opportunity"