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Al di là della politica. Filosofia e retorica in Leo Strauss.
Leo Strauss è oggi unanimemente considerato uno dei maggiori protagonisti della filosofia politica del ventesimo secolo. L'autore, Alberto Ghibellini, è attualmente ricercatore del Centro...
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a cura di Mario Deaglio, contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Giuseppina De Santis, Giorgio S. Frankel, Anna Lo Prete, Giuseppe...

Dotata di oltre 9.000 volumi, offre una documentazione unica in Italia sul pensiero liberale contemporaneo, con ampio spazio anche per pubblicazioni, banche dati e periodici italiani e stranieri.
Un indicatore che anticipa l’andamento dell’economia reale è la differenza fra i nuovi ordinativi e il magazzino. Se arrivano nuovi ordini e il magazzino è fermo, ecco che la produzione sarà accresciuta. Se, invece, i nuovi ordinativi sono fermi e il magazzino è cresciuto, ecco che la produzione sarà ridotta.
Il grafico nella scala di destra mostra questo andamento. Nel caso dell’economia statunitense stiamo assistendo a un rallentamento marcato. Il magazzino sta prendendo il sopravvento sui nuovi ordinativi:
http://av.r.ftdata.co.uk/files/2010/10/ISM-gap-Goldman-Sachs.jpg
Poniamo che questo indicatore sia buono. E poniamo anche che sia molto seguito. Perciò molti si aspettano un rallentamento dell’economia. Proprio per questo, molti si aspettano che la politica monetaria diventi ancora più lasca. Più precisamente che, oltre a tenere i tassi prossimi allo zero, la banca centrale degli Stati Uniti si rimetta a comprare obbligazioni emesse dal Tesoro. Il famoso Quantitative Easing 2 (QE2). Il Quantitive Easing 1 (QE1) sorse ai tempi della crisi del 2008 e del 2009, quando la banca centrale comprò molte obbligazioni legate ai mutui ipotecari.
Questa decisione è attesa nei prossimi mesi, a partire dal primo incontro del comitato dei governatori del 3 novembre.
Si possono fare congetture sulle reazioni della borsa: 1) la ripresa c’è, ed è in grado di continuare senza interventi pubblici, dunque il QE2 è inutile; 2) la ripresa non c’è, ma il QE2 è rimandato nel tempo; 3) la ripresa non c’è, ma il QE2 è attuato fin da subito. Il caso 1 ha sempre meno seguaci, e non ci ha avuti come seguaci in tempi non sospetti: lo mettiamo da parte. Nel caso 2 la borsa probabilmente correggerebbe all’ingiù: il rischio di una flessione dell’economia, infatti, aumenterebbe. Nel caso 3 non è detto che salirebbe, perché il QE2 è in parte già nei prezzi.
Dunque i primi giorni di novembre sono cruciali per chi deve decidere che cosa fare nel campo delle azioni e delle obbligazioni e in quello del dollaro. Azioni e obbligazioni negli ultimi tempi sono probabilmente salite nell’attesa del QE2. Il dollaro negli ultimi tempi è probabilmente flesso nell’attesa del QE2.
Per approfondimenti:
http://www.centroeinaudi.it/notizie/avviso-ai-naviganti-/-xxiii.html
http://www.centroeinaudi.it/notizie/avviso-ai-naviganti-/-xxiv.html
http://www.centroeinaudi.it/notizie/avviso-ai-naviganti-/-xxv.html
P.S. Se ci fosse una correzione come frutto della delusione per la mancata espansione monetaria, la flessione dei prezzi delle azioni potrebbe essere cospicua. La correlazione (il variare dei prezzi nella stessa direzione) negli ultimi tempi è aumentata, anzi è ai massimi storici. Si veda J.P. Morgan, Why We Have a Correlation Bubble, 5 ottobre 2010.
È uscita la Summer Call for Papers 2013 di LPF
The 2013 LPF Summer Call for Papers is available online
WP 1/13 "Taking Self-Realization Seriously. A Critique of the Rawlsian Argument for Equality of Opportunity"