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Al di là della politica. Filosofia e retorica in Leo Strauss.
Leo Strauss è oggi unanimemente considerato uno dei maggiori protagonisti della filosofia politica del ventesimo secolo. L'autore, Alberto Ghibellini, è attualmente ricercatore del Centro...
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a cura di Mario Deaglio, contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Giuseppina De Santis, Giorgio S. Frankel, Anna Lo Prete, Giuseppe...

Dotata di oltre 9.000 volumi, offre una documentazione unica in Italia sul pensiero liberale contemporaneo, con ampio spazio anche per pubblicazioni, banche dati e periodici italiani e stranieri.
Utilizziamo l’analisi del debito governativo dell’area euro scaduto a partire dall’introduzione della valuta unica (gennaio 2000). Questa analisi ci permette di vedere come il debito è rinnovato nel corso del primo decennio e, quindi, come si deve essere modificata la composizione in un arco temporale che solo nella parte finale mostra gli elementi della crisi ma che deve senz’altro aver incubato nel tempo le cause del problema. In sostanza, la tabella racconta che il peso delle scadenze governative italiane è sceso percentualmente da circa il 40% di inizio millennio al 20% provvisorio di fine 2011 sul totale delle emissioni governative scadute, fenomeno dovuto ai mille miliardi di euro aggiuntivi di debito emesso da altri emittenti (pari a 2,33 volte il valore di partenza) a fronte di un incremento di 70 mld per l’Italia nel 2001, valore invariato a fine periodo e che registrato un solo picco, oltre i 400 mld nel 2009.
Attualmente il debito pubblico italiano rappresenta il 23% dell’area euro, circa 1/4. Senza entrare in ulteriori complicazioni numeriche, i dati della tabella suggeriscono ragionevolmente un valore ad inizio millennio sicuramente superiore, stimabile in almeno 1/3, dato ottenuto sommando le emissioni attualmente in essere alle emissioni scadute da gennaio 2000.
Detto questo, vien da pensare che un qualunque fondo obbligazionario governativo (area euro e non, indicizzato e non), di fronte a dinamiche così radicali si ritrovi a ridurre obbligatoriamente il peso dell’Italia data la costante erosione rispetto al benchmark di riferimento a favore di altri emittenti prepotentemente affacciatisi sul mercato. La dichiarazione estiva di Deutsche Bank in merito alla vendita dei titoli italiani rientra più nel fenomeno di moral suasion (poi esercitata a livello istituzionale) che ad una ponderata scelta di asset allocation. Di fatto, si sono riallineati al benchmark.
Prospetticamente la tendenza sembra invariata. Gli elevati deficit di bilancio utili a sostenere le economie genereranno nuovi stock di debito che dovrebbero portare ad una ulteriore riduzione di peso del debito pubblico italiano nei benchmark, a prescindere da altre considerazioni sulle capacità dell’Italia di affrontare efficacemente la riduzione del debito e quindi sulla sua effettiva appetibilità.

Si veda anche:
È uscita la Summer Call for Papers 2013 di LPF
The 2013 LPF Summer Call for Papers is available online
WP 1/13 "Taking Self-Realization Seriously. A Critique of the Rawlsian Argument for Equality of Opportunity"