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Al di là della politica. Filosofia e retorica in Leo Strauss.
Leo Strauss è oggi unanimemente considerato uno dei maggiori protagonisti della filosofia politica del ventesimo secolo. L'autore, Alberto Ghibellini, è attualmente ricercatore del Centro...
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a cura di Mario Deaglio, contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Giuseppina De Santis, Giorgio S. Frankel, Anna Lo Prete, Giuseppe...

Dotata di oltre 9.000 volumi, offre una documentazione unica in Italia sul pensiero liberale contemporaneo, con ampio spazio anche per pubblicazioni, banche dati e periodici italiani e stranieri.
Fino alla metà del decennio in corso i prezzi delle materie prime non erano correlati: se, per esempio, il petrolio saliva, il rame non saliva con la stessa forza, e via dicendo. Da un certo punto in poi, è aumentata la correlazione, ed i prezzi delle materie prime sono saliti di conserva, ed, in particolare, sono saliti di conserva i prezzi delle materie prime che fanno parte degli indici scambiati in ambito finanziario (2).
Probabilmente le materie prime sono diventate uno strumento di diversificazione degli investimenti finanziari. L’idea era quindi che le materie prime fossero un modo nuovo per proteggersi dall’eventuale debolezza del dollaro e dall’eventuale flessione delle borse. Con l’ascesa dei prezzi delle materie prime, dovremmo però registrare - nell’economia “reale” - una riduzione della domanda ed un incremento dell’offerta e dunque una caduta dei prezzi. I prezzi delle materie prime non possono quindi salire per delle ragioni finanziarie, e la “speculazione” non può avere ruolo, a meno che le materie prime non siano stipate nei magazzini a terra, oppure, nel caso del petrolio, anche nelle navi, oppure ancora, lasciato nei pozzi, in modo da togliere l’eccesso di materie prime dal mercato.
I prezzi delle materie prime sono saliti molto più di quanto il dollaro si sia svalutato, e dunque non possiamo affermare che abbiamo avuto un’ascesa dei prezzi trainata dal timore della debolezza effettivamente osservata del dollaro. Abbiamo qualcosa di più? Forse abbiamo un’anticipazione di una crisi del dollaro. C’è chi teme che il dollaro possa andare ancora peggio di quanto non sia andato, e dunque compra le materie prime a prezzi crescenti e le stipa nei magazzini, oppure, nel caso dei paesi produttori, le lascia “sotto terra”. Questo avviene anche perché costa poco comprare e stipare le materie prime a credito – insomma, abbiamo a che fare con un altro degli effetti dei tassi d’interesse bassi.
Uno potrebbe essere tentato dal seguire l’onda ed investire in materie prime, ma se il dollaro non cade ancora, le materie prime possono velocemente tornare sul mercato, facendone cadere – e fragorosamente - il prezzo. Come che sia, si ha chi incomincia a ragionare su degli scenari (estremi) del tutto diversi da quelli condivisi (3). Su questi argomenti torneremo.
(1) http://www.centroeinaudi.it/notizie/avviso-ai-naviganti-/-xi.-contabilita-da-politburo.html
(2) http://www.econbrowser.com/archives/2009/11/commodity_infla.html
(3) http://www.zerohedge.com/article/albert-edwards-calls-next-black-swan-expect-yuan-devaluation-following-deep-2010-downturn
È uscita la Summer Call for Papers 2013 di LPF
The 2013 LPF Summer Call for Papers is available online
WP 1/13 "Taking Self-Realization Seriously. A Critique of the Rawlsian Argument for Equality of Opportunity"