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Al di là della politica. Filosofia e retorica in Leo Strauss.
Leo Strauss è oggi unanimemente considerato uno dei maggiori protagonisti della filosofia politica del ventesimo secolo. L'autore, Alberto Ghibellini, è attualmente ricercatore del Centro...
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a cura di Mario Deaglio, contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Giuseppina De Santis, Giorgio S. Frankel, Anna Lo Prete, Giuseppe...

Dotata di oltre 9.000 volumi, offre una documentazione unica in Italia sul pensiero liberale contemporaneo, con ampio spazio anche per pubblicazioni, banche dati e periodici italiani e stranieri.
Possiamo – come dicono e non dicono in molti – affermare che è in corso un «complotto» (i.e. un gruppo di istituzioni potenti che agiscono di conserva) della «speculazione» (i.e. coloro che sono interessati a sfruttare cinicamente la volatilità del prezzi) contro l’Europa? Oppure possiamo innocentemente sostenere che la crisi greca è solo il «canarino nella miniera», che annuncia l’arrivo del gas – laddove il gas è l’aggiustamento strutturale dei bilanci pubblici di alcuni dei paesi maggiori, che ridurrà per anni la crescita? La nostra tesi è la seconda.
Per capire gli altri paesi
Saltando alcuni passaggi tecnici anche importanti, ma che qui non servono molto per mettere a fuoco il problema, ecco gli aggiustamenti richiesti agli altri paesi. Laddove l’aggiustamento richiesto del saldo primario – da una posizione di partenza in deficit a una di arrivo in surplus – serve a ridurre lentamente il debito, portando il debito pubblico al 60% del reddito entro il 2020.
Nell’ordine del peso degli aggiustamenti richiesto, abbiamo: Giappone, Gran Bretagna, Irlanda, Spagna, Grecia e Stati Uniti (1) che debbono varare manovre di correzione del bilancio pubblico (prima del pagamento degli interessi sul debito emesso) all’incirca pari all’8% del reddito nazionale. L’Italia deve aggiustare il proprio bilancio pubblico del 4%, la Francia del 6% e la Germania del 3%.
Conclusioni
Aggiustamenti di questo tenore frenano la crescita dell’economia per molti anni, mentre alimentano un clima di incertezza. Dunque è razionale che i prezzi delle azioni flettano, anticipando la minor crescita. Poi, certamente, i computer si rompono (2), gli speculatori hanno i denti da pescecane, eccetera, ma tutte queste cose sono degli… epifenomeni. Secondo noi è in corso un aggiustamento strutturale dei prezzi delle azioni e delle obbligazioni – e questo è… il noumeno.
• Lo studio più completo sull’argomento, con bibliografia annessa, è Willem Buiter, Global Economics View – Citi, del 26 aprile 2010.
Su Buiter:
http://www.centroeinaudi.it/commenti/cicero-dixit.html
Nota aggiunta l’11 maggio. Anche lo studio di George Magnus è di alto livello e alla fine sostiene le stesse tesi. Sovereign Debt: A structural crisis – UBS, dell’11 maggio 2010.
• Il punto di vista di chi non crede che la «speculazione» sia la causa delle cose, ma solo l’effetto, è ben espresso qui:
http://www.zerohedge.com/article/sarkozy-will-get-%E2%80%9Cstuffed%E2%80%9D
http://ftalphaville.ft.com/blog/2010/05/08/224356/guest-post-el-erian-on-a-critical-weekend-for-europe-and-the-economy/
http://baselinescenario.com/2010/05/07/the-agenda-for-emergency-economic-strategy-discussions-this-weekend/
È uscita la Summer Call for Papers 2013 di LPF
The 2013 LPF Summer Call for Papers is available online
WP 2/13 "European Citizenship and Social Rights in Times of Crisis"
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