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Abstract

Freedom of the World: 2000 Annual Report rappresenta il proseguimento dell'impegno del Fraser Institute di Vancouver (Canada), del premio Nobel per l’economia Milton Friedman e dell'Economic Freedom Network (per Italia il Centro Einaudi) per lo sviluppo di uno strumento di misurazione oggettiva della libertà economica.

L'edizione 2000 presenta la serie di indicatori sintetici di libertà economica più completi e statisticamente accurati oggi disponibili per 123 paesi del mondo.

 

Tali indicatori sono basati su 23 parametri utilizzati per misurare la coerenza delle politiche istituzionali con la libertà economica in sette aree principali: (I) il "peso" dello Stato, (II) le caratteristiche strutturali e il funzionamento dei meccanismi del mercato, (III) la politica monetaria e l'inflazione, (IV) la libertà di possedere e utilizzare valute straniere, (V) la struttura legale e la tutela della proprietà privata, (VI) l'apertura al commercio con l'estero e (VII) la libertà dei movimenti di capitale.

 

Sulla base dei dati completi più recenti, al vertice della classifica delle economie più libere del mondo si trovano Hong Kong, Singapore, la Nuova Zelanda, gli Stati Uniti e il Regno Unito. Tra i primi dieci rientrano, inoltre, Irlanda, Australia, Canada, Lussemburgo, Olanda e Svizzera. In coda alla classifica si posizionano Ruanda, Repubblica del Congo, Sierra Leone, Myanmar e Somalia.

 

Nel confronto con la classifica del 1990, mentre Hong Kong e Singapore si mantengono al primo e secondo posto, si sono registrati significativi cambiamenti nel resto della graduatoria. Tra gli altri spiccano evidenti: l’Argentina, balzata dal 71° al 12° posto, la Nuova Zelanda, passata dal 10° al 3° posto scalzando gli Stati Uniti, il Giappone, slittato al dal 7° al 14° posto, e la Svizzera, scesa dal 4° al 9°.

 

Nell’ambito dell’Unione Europea, Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania (slittata dal 7° al 22° posto), Italia, Lussemburgo, Svezia e Regno Unito perdono posizioni in classifica; recuperano, invece, Danimarca, Grecia, Olanda, Portogallo, Spagna e soprattutto Irlanda, risalita dal 28° al 6° posto.

 

Tra i paesi dell’Europa dell’Est, Russia, Ungheria e Polonia hanno migliorato il loro grado di libertà economica. La Repubblica Ceca rimane invece agli stessi livelli della metà degli anni ’90.

 

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