Ricerche e Progetti

29 Gennaio 2015 - Stefano Puppini

L'impatto delle variabili finanziarie

Uno studio del Fondo Monetario Internazionale (*) misura l’impatto delle variazioni di sei significativi indicatori finanziari sull’andamento del Prodotto Interno Lordo degli Stati Uniti d’America con un ritardo temporale di dodici mesi tra la causa e l’effetto. Adottando la stessa metodologia gli analisti di J.P. Morgan hanno esteso la simulazione ai paesi appartenenti all’area euro.

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26 Gennaio 2015 - Giorgio Arfaras

Asset Allocation - gennaio 2015

Tre sono i punti di svolta in Europa: 1) l'impatto del prezzo del petrolio; 2) il Quantitative Easing; 3) le elezioni in Grecia. La nostra previsione è: 1) l'impatto del prezzo del petrolio (dimezzatosi) non è così espansivo come si sarebbe potuto immaginare; 2) gli acquisti di obbligazioni da parte della Banca centrale europea e da parte delle Banche centrali nazionali annullano il rischio di insolvenza dei debiti pubblici; 3) gli effetti delle elezioni in Grecia non avranno un impatto significativo.

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23 Gennaio 2015 - Monica Straniero

La governance bancaria

La crisi finanziaria internazionale, che ha visto il suo inizio nella crisi dei mutui sub-prime negli Stati Uniti, con effetti devastanti sulle principali economie avanzate del mondo, ha messo in discussione, tra le altre cose, la validità dei sistemi di corporate governance delle banche.

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23 Gennaio 2015 - Stefano Puppini

Chi detiene il debito pubblico?

Utilizziamo un'interessante fotografia della distribuzione del debito pubblico tra diverse categorie di detentori divisi in due gruppi: esteri e domestici. Ciascuno di questi è diviso a sua volta in tre sottogruppi: banche centrali (o enti sovranazionali), banche e non banche. Entrare nello specifico di questo schema può fornire più di una chiave di lettura sull’impatto delle recenti e prossime scelte di politica monetaria e di gestione del debito da parte delle autorità nazionali e sovranazionali.

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23 Gennaio 2015 - Giorgio Arfaras

Alla fine il QE di Draghi

Le politiche monetarie ortodosse sono quelle che alzano i tassi quando l'economia rischia di surriscaldarsi e li abbassano quando l'economia rischia di afflosciarsi. Le politiche monetarie non ortodosse sono quelle che comprano obbligazioni (private e del Tesoro). La BCE giovedì ha deciso intorno a quelle non ortodosse, dal momento che quelle ortodosse sono in opera da tempo, ossia da quando il tasso di interesse praticato alle banche di credito ordinario è vicino allo zero o, addirittura - sulle riserve in eccesso - negativo. Le politiche non ortodosse hanno un nome ormai “pop”: Quantitative Easing (QE).

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17 Gennaio 2015 - Giorgio Arfaras

L'inattesa rivalutazione del Franco / II

Dopo il commento “a caldo” di giovedì, ecco un ragionamento più esteso. La Banca Centrale Svizzera (BCS) per evitare un eccessivo rialzo del franco – dovuto alla domanda di franchi da parte di chi voleva uscire dall'euro – decide – nell'estate del 2011 – di fermare il cambio a 1,2 franchi per euro. Per fermare – meglio “fissare” - il cambio la BCS deve comprare euro e vendere franchi. Ossia, compra i titoli del Tesoro denominati in euro. E compra solo i titoli con il merito di credito maggiore – AAA e quasi AAA. Per dire, compra titoli tedeschi e francesi ma non italiani e spagnoli.

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15 Gennaio 2015 - Giorgio Arfaras

L'inattesa rivalutazione del Franco

La Banca Centrale Svizzera ha dichiarato che non terrà più a tutti i costi il cambio con l'Euro. Il cambio, che era da tempo ancorato a 1,2 Franchi per Euro, è passato subito e dopo notevoli oscillazione a un Franco per Euro. Il cambio prima della crisi finanziaria dell'Euro-zona era di 1,6 Franchi per Euro. Le ragioni di questa decisione sono di difficile comprensione.

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15 Gennaio 2015 - Stefano Puppini

Politica ed economia / I Paesi detti mal messi

A fine mese si terranno le elezioni in Grecia per il rinnovo del Parlamento. La mancata elezione del nuovo Presidente della Repubblica ha comportato, per la legge greca, lo scioglimento della camera dei deputati e la necessità di indire nuove elezioni. La scelta del Primo Ministro Samaras del novembre 2014 di procedere alla elezione del nuovo capo dello Stato ha evidenziato la necessità di affrontare la crescente popolarità dell’opposizione, rappresentata da Syriza, al di fuori delle aule parlamentari.

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15 Gennaio 2015 - Anna Carla Dosio

Politica ed economia / L'euforia britannica

La deflazione, nel Regno Unito, è il fantasma che accompagna ogni dichiarazione del governo sullo stato dell’economia britannica. George Osborne, cancelliere dello Scacchiere, guarda avanti - e guarda proprio in grande - perché afferma che nel 2030 l’Inghilterra guiderà il mondo, sarà più forte ancora dei già forti americani (1).

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11 Gennaio 2015 - Giorgio Arfaras

La caduta del petrolio / II

In dicembre - il 12 - avevamo pubblicato due note sul petrolio. La prima era sulla dipendenza della Russia dal petrolio, la seconda sulla caduta del prezzo del petrolio. Segue in linea logica questa terza nota sull'impatto della caduta del prezzo del petrolio sui mercati finanziari. Quando il prezzo del petrolio cade si mettono in movimento molte cose. Le quali cose si mettono più o meno in movimento a seconda della percezione su quanto possa durare la caduta del prezzo del petrolio o del prezzo del petrolio debole. Supponiamo che la percezione sia che il prezzo è caduto e che resterà debole non per un trimestre ma per un triennio.

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