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Ancora sulla vulnerabilità della Grecia

Per inquadrare le ultime vicende della Grecia – come la richiesta di non rimborsare il debito in scadenza per pagare la spesa pubblica corrente – sono utili dei grafici.

Dai quali si evince che il suo enorme debito pubblico – detenuto per l'ottanta per cento dalla Troika – costa poco, circa il due per cento, la metà di quanto costi quello italiano – quadrante a destra del primo grafico. Perciò se il debito è in gran parte delle istituzioni e costa così poco qual è il problema? La sua scadenza. Per quanto scada tutto nel lungo termine – secondo grafico - si ha una forte concentrazione delle scadenze nel breve termine – quadrante a sinistra del primo grafico. Laddove si osserva che il debito in scadenza mensile è pari alla metà del reddito nazionale mensile.

Conclusione, non è il volume e il costo del debito il problema della Grecia ma la concentrazione delle scadenze, che sono enormi in rapporto alla dimensione della sua economia. Oltre al problema della concentrazione delle scadenze, si ha il dimezzamento dei depositi bancari, che rende le banche vulnerabili – il terzo grafico.

 

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