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Rendimenti e piccole imprese

Qualunque cosa si pensi sulla direzione dei tassi è senz’altro utile avere indicazioni su come le altre classi di attività tendano a reagire ai cambiamenti di direzione. In termini molto generali, l’attuale situazione sembra caratterizzata dalla presenza di due distinti punti di vista antitetici: 1) coloro che ritengono che i tassi debbano rimanere su livelli storicamente depressi e, dall’altro lato, 2) coloro che ritengono che ci sia un limite alla compressione dei rendimenti nominali e reali.

Tra le due opposte visioni si collocano tutte le casistiche intermedie ma a noi interessa il modo di reagire ai movimenti dei tassi di una particolare classe di attivi, ovvero le società quotate di minori dimensioni, le cosiddette “small-cap”. La comparazione non riguarda tanto la loro buona o cattiva valutazione borsistica ma il comportamento borsistico che queste società hanno rispetto alle grandi capitalizzazioni, le cosiddette “large-cap”, quando i tassi decennali salgono e quando, viceversa, scendono.

Definendo “small-cap premium” la migliore o peggiore performance delle “small-cap” rispetto alle “large-cap” si ricava (*) che tra il 1962 e il 2013 le piccole società hanno generato un migliore rendimento rispetto alle grandi società nelle fasi di rialzo dei tassi decennali pari mediamente a circa il 5% annuale e il 7% mensile. Viceversa, nella fasi di tassi calanti l’andamento delle società minori è stato peggiore rispetto alle maggiore per circa il 2% annuale e il 4% mensile.

Non ci sarebbe molto da aggiungere se non che, oltre ad una spiccata sensibilità delle piccole capitalizzazioni alle oscillazioni dei rendimenti, sembra anche confermata la casistica che attribuisce alle società minori una migliore performance complessiva rispetto alle maggiori. In realtà un ulteriore approfondimento permette di aggiungere un altro interessante tassello all’analisi.

Spezzando in due periodi la stessa analisi si nota come il fenomeno si sia accentuato dal 2000 in poi rispetto al periodo precedente 1962-1999. In termini numerici (su basi mensili) lo”small-premium” è raddoppiato nelle fasi di risalita dei tassi (dal 5% al 10% di sovra performance rispetto alla società maggiori) e circa quadruplicato nel fasi di discesa (dal 2% all’8%). E’ possibile che questa radicalizzazione della sensibilità ai tassi delle società minori sia legata alla profondità e ampiezza della crisi di inizio terzo millennio.

(*) Nomura, ”Interest Rates & Active Management’s Outlook”, dicembre 2014

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