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Del contenere la volatilità

Il tema della volatilità è considerato centrale per l’evoluzione dei mercati azionari del 2016. Che la volatilità sia un aspetto fondamentale nella valutazione delle società quotate non è una novità, ma diventa particolarmente rilevante nelle fasi in cui le aziende fanno più fatica a difendere le aspettative di crescita dei ricavi e di conferma degli utili attesi. Come quella attuale.

E’ altrettanto vero che la gestione delle turbolenze, siano esse derivanti dal mondo azionario o obbligazionario, comportano lo spostamento dell’attenzione verso l’analisi di fenomeni del passato che per analogia o capacità informativa possano aiutare a contrastare le turbolenze che ci si trova ad affrontare. Su questo punto esiste una interessante verifica storica sull’andamento delle performance differenziate tra società dell’indice S&P500 in base alla diversa volatilità e su un arco temporale veramente lungo, tra il 1929 e il 2014.

La possibilità di effettuare una simulazione così profonda deriva dalla ricchezza del database del CRSP (Center for Research in Security Prices) alimentato dall’Università di Chicago. Le informazioni elaborate segnalano una decisa sovraperformance dei titoli con bassa volatilità rispetto alle società maggiormente esposte alle fluttuazioni individuali e di mercato. La differenza è molto importante. Cento dollari investiti nel gennaio 1929 in società con bassa volatilità avrebbero generato a fine 2014 circa seicentomila dollari a fronte dei circa trentamila dollari risultanti dalla rivalutazione delle società con elevata volatilità.

Va da sé che serie storiche così lunghe non possono essere gli unici elementi su cui basare le scelte di investimento di breve o di lungo periodo, ma aiutano a definire la tipologia di investimento che si intende preferire in funzione delle specifiche caratteristiche di ciascun investitore. Le esigenze di breve possono anche favorire capacità tipiche di investitori veloci che per loro natura sono specializzati nello sfruttare le oscillazioni. Resta il fatto che, soprattutto nelle fasi come l’attuale di forti escursioni, una maggiore focalizzazione su titoli con bassa volatilità dovrebbe rappresentare un’opzione importante per qualunque tipologia di portafoglio.

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