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Politica ed economia / L'euforia britannica

La deflazione, nel Regno Unito, è il fantasma che accompagna ogni dichiarazione del governo sullo stato dell’economia britannica. George Osborne, cancelliere dello Scacchiere, guarda avanti - e guarda proprio in grande - perché afferma che nel 2030 l’Inghilterra guiderà il mondo, sarà più forte ancora dei già forti americani (1).

Ci sarà, la deflazione? Il governatore della Banca centrale inglese, Mark Carney, dice che è possibile, e non potrebbe essere diversamente perché i prezzi non erano tanto bassi da 14 anni (14 anni sono tantissimo tempo, si torna al 2001, a bolla internettiana appena scoppiata): l'inflazione è stimata ora allo 0,5 per cento, un margine sempre più ridotto rispetto a quello 0 per cento dopo cui scatta il meccanismo letale dei prezzi troppo bassi.

Ma se Carney usa toni preoccupati Osborne accoglie i dati con entusiasmo: l’inflazione non è mai stata tanto bassa, rejoice. Il contesto internazionale, con il prezzo del petrolio ai suoi minimi, guida la corsa al ribasso dei prezzi, e questo rappresenta una semigaranzia per Osborne: quando il petrolio crescerà, anche i nostri dati si stabilizzeranno. Nel frattempo però la deflazione significa più potere d’acquisto, e siccome le elezioni sono a maggio, in Inghilterra, il politico che c’è nel cancelliere dello Scacchiere non può che essere contento.

Carney replica: “E’ una buona notizia, nel breve periodo”, dando forma plastica allo scontro che da sempre c’è tra economia e politica, chi deve ragionare sul lungo e chi si accontenta di svoltare le prossime settimane. Anche nel dibattito pubblico ci sono molte teorie: ci è stato detto che abbassare l’inflazione era un priorità (lo è assoluta per i tedeschi), ora che è bassa ci dite che non va bene. Quand’è che l’inflazione bassa, buona, diventa deflazione, cattiva?, chiede Robert Peston della Bbc (2). La spiegazione è chiara: nel breve periodo spendi di più sapendo che i prezzi sono bassi, ma i prezzi bassi sono anche il sintomo di una debolezza del sistema, quindi la fiducia nella ripresa economica a un certo punto si inverte, e allora si spende di meno. In quel momento i prezzi bassi diventano un problema.

Ma, come dice Osborne, la vita è adesso, soprattutto l’elezione è adesso, quindi godiamoci il momento come un enorme stimolo economico, di quelli non programmati con i soldi dello stato. Nel frattempo toccherà a Carney spiegare: quando arriverà la sua lettera al Tesoro sarà la prima sulla deflazione da quando la Banca d’Inghilterra è diventata indipendente, nel 1997. Le quattordici missive spedite dal predecessore di Carney, Marvey King, erano tutte relative all’inflazione.

 

(1) http://www.telegraph.co.uk/news/politics/david-cameron/11346477/George-Osborne-suggests-Britain-will-be-richer-than-America-in-15-years.html


(2) http://www.bbc.com/news/business-30795424

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