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La Grecia – parlando a cena / II

Sempre che i vostri commensali non pensino che la cultura classica sia la rovina dell'Italia – in tal caso il consiglio è quello di seguire delle argomentazioni tradizionali, come quelle che trovate qui (1), qui (2), e qui (3) -, vi proponiamo un modo piuttosto esclusivo per parlare a cena della vicenda greca (4): nientemeno una lettura della vicenda corrente sulla base de “La Guerra del Peloponneso” di Tucidide, libro V, §84-116.

 

Prologo:

l'isola di Melo non vuole versare il proprio contributo ad Atene, che manda i propri ambasciatori.

Parodo:

Ateniesi: “Sforziamoci di restringere le ipotesi del compromesso nei confini del realizzabile. Siate consapevoli quanto noi che i concetti della giustizia affiorano ed assumono corpo nel linguaggio degli uomini quando la bilancia della parità sta sospesa in equilibrio tra due forze pari. Se no, a seconda: i più potenti agiscono, i deboli si flettono” - §89.

Meli: “Voi parlate di utile e non di giustizia, ossia dei diritti che spettano ad ogni creatura umana. Considerazione che dovreste fare, nell'eventualità di una vostra disfatta, perchè resterebbe nella memoria dei popoli l'atrocità sanguinosa della vostra pena” - §90.

Ateniesi: “Intendiamo praticare su di voi un governo libero da ansie e da rischi, e impiegare integre le vostre forze per un comune profitto” - §91

Meli: “Come potrebbero collimare i nostri interessi, noi fatti schiavi, voi a dominarci” - §92. “Non sareste paghi della nostra neutralità, se invece di brandire le armi resteremo amici?” - §94.

Ateniesi: “No. Per noi è minaccia più pericolosa la vostra amicizia che il vostro odio aperto: la prima proporrebbe agli occhi di altri sudditi un esempio di fiacchezza da parte nostra, il rancore invece rammenterà sempre viva la nostra potenza” - §95.

Meli: “Credetelo, è arduo soprattutto per noi questo confronto disperato con la vostra potenza e con la sorte se costei non si terrà neutrale. Ci sorregge tuttavia la fede, che, in quanto alla fortuna, non sia volontà del dio di sopprimerci: poiché ci erigiamo innocenti a contrasto di chi viola il giusto” - §104.

Esodo:

Si ruppero le trattive e fu guerra. I Meli furono annientati.

 

Durante la cena è possibile interrompere il racconto indicando man mano chi è Syriza, chi è la Trojka, chi é il Referendum, chi sono quelli che approfitterebbero della mollezza di Atene, eccetera. Ricordiamo che tempo dopo Atene – una potenza marittima - fu annientata da Sparta – una potenza continentale.

 

1 - http://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/commenti/4153-la-grecia-parlando-a-cena.html

2 - http://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/commenti/4158-grecia-europa-ragioni-e-torti.html

3 - http://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/commenti/4160-grecia-europa-la-sovranit%C3%A0.html

4 - http://www.ilfoglio.it/economia/2015/07/02/principio-di-realta-spiegato-a-tsipras-dai-greci-di-tucidide___1-v-130411-rubriche_c195.htm

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