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Il petrolio negli indici

All’interno degli indici azionari avvengono molte più cose di quanto il semplice andamento in un dato arco temporale effettivamente racconti. E’ una affermazione decisamente banale anche se non elimina la curiosità riguardante cosa può avere determinato un certo comportamento ed una certa direzione.

Se da inizio 2014 l’indice delle principali seicento società quotate europee è cresciuto di oltre il 15% non si può dire lo stesso del comportamento dei settori che lo compongono. L’andamento è stato molto differente con escursioni molto marcate, dove a fronte di settori cresciuti più del 30% altri settori hanno registrato perdite, anche se non particolarmente pesanti. L’aspetto che maggiormente cattura l’attenzione relativamente alla sostenibilità delle quotazioni borsistiche è la valutazione sulla tenuta delle stime degli utili del 2015 delle società europee.

Da inizio 2014 cinque settori hanno registrato un miglioramento delle stime - assicurazioni, farmaceutici, pubblici servizi, alimentari/bevande, beni personali -, un paio sono piatti - industriali, chimici - e tre sono peggiorati – banche, telecomunicazioni e, soprattutto, petroliferi. Complessivamente, e in particolare al netto della pesante revisione delle società legate al prezzo del petrolio, le stime relativamente all’Europa stanno costantemente migliorando.

Anche gli Stati Uniti hanno vissuto qualcosa di analogo. Tra ottobre dello scorso anno e la seconda settimana di febbraio le aspettative di crescita degli utili per l’anno 2015 delle cinquecento società appartenenti all’indice S&P 500 sono scese dal 12% al 3%. Questa drastica riduzione è stata determinata per ¾ dalla revisione che ha coinvolto il settore petrolifero successivamente al dimezzamento del prezzo del petrolio mentre un altro 20% è stato determinato dalla rivalutazione del dollaro. Ciò è avvenuto nonostante l’80% delle società abbiano riportato risultati del quarto trimestre 2014 superiori alle aspettative.

A questo punto è emerso chiaramente come la tenuta delle quotazioni abbia trovato un valido supporto nelle risultanze dei bilanci 2014 ma anche che la stabilità futura necessiti di un consolidamento delle prospettive del 2015. Il fatto che sia il settore petrolifero il maggiore se non unico contributore delle revisioni delle stime permette di ipotizzare un certo spazio di manovra perché il percorso di crescita degli utili possa continuare e migliorare anche per l’impatto complessivamente favorevole sugli altri settori del minor costo delle materie prime energetiche.

Degli indici 1

Degli indici 2

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