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Banche: quali modelli scegliere

Il Fondo Monetario internazionale ha pubblicato ad aprile di quest’anno il Global Financial Stability Report (GFSR) dal titolo “Getting the Policy Mix Right” e dedicato alla valutazione della rischiosità del sistema finanziario globale. Una parte importante è dedicata all’analisi della struttura dei sistemi bancari europei. Il plurale è d’obbligo essendo almeno certa la scarsa omogeneità delle strutture creditizie europee.

Nella sezione dedicata alle banche europee viene affrontato un aspetto meno approfondito rispetto ad altri temi molto più frequentemente dibattuti – ad esempio il rispetto dei requisiti patrimoniali, gli Stress Test, i Non Performing Loans ed altri – ovvero l’analisi della dimensione ottimale dei singoli sistemi bancari o il cosiddetto overbanking. Ovviamente la presenza di un sistema creditizio sovradimensionato rispetto al mercato di riferimento provoca in tempi più o meno brevi l’emergere di problemi di diversa natura, principalmente legati alla necessità di ridurre le attività creditizie, alleggerire la struttura territoriale e riportare i livelli di redditività su valori accettabili.

Quattro indicatori (Dimensione, Concentrazione, Efficienza Operativa e Struttura) sono illustrati con il sistema del semaforo ovvero Rosso: male, Giallo: cosi così, Verde: bene, permettendo di avere una veloce rappresentazione dei punti di forza e debolezza di ciascun paese. Per semplicità ci concentriamo sui sistemi creditizi di due soli paesi, Italia e Germania. Come pagella sintetica abbiamo un verde, due gialli e quattro rossi per l’Italia mentre la Germania ha un giallo in meno e un rosso in più, segnalando una situazione di overbanking tedesco più accentuato di quello italiano.

Ciò può significare che nella direzione da imprimere al sistema bancario italiano non è la Germania il modello di riferimento ma altri paesi che mostrano indici di concentrazione o valori di attivi per sportello e per dipendente particolarmente interessanti. Altrettanto interessante è il punto di forza che il GFSR individua per l’Italia ovvero un livello particolarmente basso di quota di mercato di banche non private o sotto forma di spa. Infatti, il GFSR segnala che sistemi bancari con elevata presenza di casse di risparmio o banche cooperative, Landesbanken e banche a controllo pubblico comporta una ulteriore pressione sulla capacità di generare ricavi, punto questo di particolare rilevanza sistemica.

 

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