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Bitcoin e futures

L’evolversi degli eventi legati alle cosiddette critpovalute aumenta il numero degli interrogativi anziché il contrario. Ribadiamo che affrontare un argomento così complesso, inesplorato e ipertecnico significa prendersi il rischio di facili errori ed omissioni. In ogni caso la quotazione del future sul Bitcoin al Cboe Options Exchange (Cboe) e al Chicago Mercantile Exchange (CME) determina il coinvolgimento diretto dei mercati finanziari in senso lato, facendo uscire dalla tana l’oggetto misterioso e sollevando, appunto, nuovi interrogativi.

Un quesito che pone la recente quotazione del futures sul Bitcoin riguarda il confronto con altre tipologie di contratti futures. Si racconta il caso di una banca che ha ricevuto la segnalazione dalla depositaria relativa ad un cliente che risultava il singolo maggior investitore in contratti futures sulla soia. Essendosi il cliente dimenticato di vendere i contratti prima della scadenza di lì a poco la banca avrebbe ricevuto qualche camionata di soia da consegnare al cliente distratto.

Al di la del disagio di trovare posto per la soia (o per la pancetta, o per il caffè, o altro) dentro una filiale di banca, l’episodio serve per chiarire la natura dei contratti futures. Lo stesso vale per qualunque altra tipologia di bene comprato (o venduto) tramite futures. Ovviamente è più semplice ricevere azioni, obbligazioni o valute se ci si è dimenticati di vendere il contratto prima della scadenza.

Qui sorge la prima domanda: cosa consegnano se ci si dimentica di vendere il future sul Bitcoin prima della scadenza ? Peggio ancora: se si specula al ribasso sul Bitcoin (ovvero vendendo ad una certa scadenza breve, di solito un mese) cosa si deve consegnare se si dimentica di “chiudere la posizione” (come si dice in gergo finanziario) prima della scadenza ?

A questa ovvia difficoltà le due società che quotano il Bitcoin (Cboe e CME) hanno rimediato stabilendo che la regolazione dei contratti futures sul Bitcoin avvenga nella valuta cosiddetta “flat” ovvero gli obsoleti dollari, euro, sterline, yen e via dicendo. Di fatto è l’unico caso in cui la stipula di un contratto prevede la consegna di un bene diverso da quello pattuito - compro caffè e mi consegnano zucchero oppure vendo pancetta e consegno succo d’arancia……(*).

Al momento non è all’orizzonte l’ipotesi dell’apertura di conti correnti denominati in Bitcoin, non solo perché i costi delle transazioni sono incredibilmente elevati (1) ma anche per la complessità e opacità legata alla virtualità dell’oggetto.

La complessità del Bitcoin e delle criptovalute viene misurata tramite altrettanto complessi strumenti basati principalmente sul consumo di energia per Bitcoin estratto e, come evidenziato dal grafico, questa potrebbe essere la causa principale della crescita delle quotazioni. In questi termini il Bitcoin è assimilabile più ad una sorta di azienda cooperativa che ad una valuta, con relativi ricavi, costi e utili (o perdite).

Se ciò è vero una prima verifica della credibilità dello strumento dovrebbe passare attraverso il rapporto delle critpovalute non verso i potenziali clienti ma soprattutto con i fornitori. Ponendo un altro interrogativo: prima di utilizzarlo per pagare panini o case o altri beni le criptovalute non dovrebbero passare al vaglio dei venditori di hardware/software e, soprattutto, delle società fornitrici di energia senza le quali le critpovalute non esisterebbero ? Produttori di computer e società elettriche sarebbero disposte ad essere pagate in criptovalute per i beni e servizi che forniscono ai minatori ?

(*) In realtà esiste un’altra tipologia di strumento che contiene un rischio simile ovvero i cosiddetti ETF (Exchange Traded Funds) sintetici (2). In questo caso il sottostante dell’ETF non corrisponde, come avviene invece per gli ETF fisici, alle classi di attività replicate dall’ETF ma ad altri strumenti anche completamente diversi da quelli in cui si è investito. Se la società che emette e garantisce l’ETF sintetico fallisce ai sottoscrittori verrebbe consegnato il sottostante che, nel caso degli ETF sintetici, potrebbe riservare molte sorprese.

(1) http://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/ricerche/4816-quanto-consuma-il-bitcoin.html

(2) http://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/ricerche/4200-fisici-e-sintetici.html

 

bitcoin natale

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