Ricerche e Progetti

Categoria/Category: WP-LPF 2013
Editore/Publisher: Centro Einaudi
Luogo/City: Torino
Anno/Year: 2013
Articolo completo/Full text: WP-LPF_4_2013_Giacomini.pdf

Abstract

La tesi di questo articolo è che il paternalismo non è essenzialmente liberticida. Già John Stuart Mill poneva l'attenzione sui complessi rapporti fra libertà e paternalismo: le scelte individuali non possono essere oggetto di interferenza, tranne nel caso in cui si miri a scongiurare un danno arrecato ad altri (azioni other-regarding). Nel caso delle azioni self-regarding, invece, le istituzioni possono interferire soltanto per scongiurare danni che il soggetto causerebbe a se stesso a seguito di decisioni non deliberate con consapevolezza, quindi non propriamente desiderate. Un'ulteriore chiarificazione è dovuta a Gerald Dworkin: l'interferenza con la libertà d'azione, giustificata dalla tutela del benessere, può assumere due forme. Il paternalismo forte è la prima: indipendentemente dal modo in cui fanno le proprie scelte, gli individui sono tenuti obbligatoriamente ad attuare determinati comportamenti. Il paternalismo debole è la seconda: le persone possono essere incoraggiate verso un determinato comportamento quando la loro scelta non è pienamente deliberata e consapevole. Inoltre l'azione dell'istituzione deve essere persuasiva e non coercitiva: per preservare la libertà, l'interferenza deve poter essere evitata facilmente dagli individui. Negli ultimi anni la teoria delle decisioni ha portato nuovi argomenti al dibattito. Secondo numerosi studi sperimentali, gli individui, non essendo perfettamente razionali, sono influenzati nelle scelte dal modo in cui i problemi sono posti: di fatto, in qualunque modo siano progettare le policy, la loro impostazione interferisce con le decisioni individuali. Quello che gli studiosi Thaler e Sunstein avanzano, come alternativa fra libertarismo e paternalismo, è un paternalismo libertario. Considerando il fatto cognitivo secondo cui ogni ambiente influisce almeno in una certa misura su una scelta, l'autorità pubblica interviene con il fine di migliorare il benessere. Ma, allo stesso tempo, l'intervento è debole abbastanza da tutelare la libertà di scelta e il pluralismo di stili di vita.

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