Ricerche e Progetti

Anno/Year: 2012
Articolo completo/Full text: 2WEL_WP1-2012.pdf

Abstract

Le critiche avanzate nei confronti del modello tradizionale di welfare state ne evidenziano sia l’insostenibilità in termini economici sia gli effetti perversi che produce o può produrre: occorre quindi ripensare tale modello. Il paper ripercorre le ragioni di carattere normativo a sostegno dell’intervento pubblico nel settore del welfare, sottolineando che, dal secondo dopoguerra in poi, l’erogazione di servizi sociali non risponde più a istanze umanitarie, ma diventa a pieno titolo una questione di giustizia. L’intervento pubblico nel settore del welfare è infatti giustificato attraverso il richiamo a diritti sociali o a diritti di cittadinanza e le politiche sociali assumono la funzione di controbilanciare i rischi legati ai cicli vitali, alla malattia e all’economia di mercato, rischi rispetto ai quali gli individui non sono responsabili e dai quali devono quindi essere protetti. Inoltre, l’intervento pubblico nel welfare trova una giustificazione nella sua capacità di far fronte ai fallimenti del mercato, garantendone l’efficienza e preservandolo come sfera di libertà all’interno della quale gli individui possono esercitare la propria autonomia. Le politiche sociali sono state giustificate anche con riferimento a finalità redistributive ed egualitarie o alla necessità di sottrarre alcuni ambiti, quali la sanità o l’educazione, alla logica del mercato per assicurare l’uguaglianza delle opportunità. Questi sono gli ingredienti normativi da tenere presenti nel ripensare il welfare state alla luce di una duplice esigenza: 1) rispettare limiti di spesa che sono oggi più ristretti, 2) mettere a punto modalità di erogazione dei servizi sociali che evitino gli esiti perversi di cui sopra, quali la deresponsabilizzazione e lo stato di dipendenza dei beneficiari di politiche sociali. Come il paper segnala, ci sono punti di tensione sia tra i diversi principi normativi su cui la giustificazione del welfare state si fonda (libertà e uguaglianza), sia tra le varie finalità che persegue (soddisfare bisogni e garantire l’efficienza del mercato), così come tra i differenti valori che promuove (giustizia e solidarietà). Tali tensioni rendono il welfare state particolarmente vulnerabile alle critiche, ma questo non significa che non sia possibile rintracciare criteri e valori condivisi o condivisibili, che ne giustifichino la persistenza. Il welfare state rappresenta il tentativo di trovare un equilibrio tra valori e principi propri della tradizione pubblica delle società liberali e democratiche, dalla libertà all’uguaglianza, dalla solidarietà all’efficienza. Si tratta, dunque, di trovare nuovi fondamenti teorici e normativi e un nuovo punto di equilibrio, capace di configurare una nuova forma e formula di welfare state, alla luce delle sfide che deve e dovrà affrontare.

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