Questa rubrica era stata pensata per tirar su il morale di chi si deprimeva nel seguire le vicende del Bel Paese. E per tirar su il proprio morale è consentito il “provar piacere nel seguire le disgrazie degli altri”, ed ecco lo schadenfreunde. Aggiorniamo la rubrica, allargando il nostro orizzonte non solo oltre il Bel Paese, ma anche oltre l’Unione Europea. Ci occupiamo delle “disgrazie” dei due grandi: gli Stati Uniti e la Cina. Iniziamo con i primi.

Il Covid-19 ha generato uno scenario di squilibrio politico (come la riaccensione delle rivalità tra gli Stati), economico (come rallentamento del sistema produttivo, con la conseguente crescita della disoccupazione e dell'aumento della povertà), e sociale (come riemersione del conflitto tra ricchi e poveri, guariti e malati, sommersi e salvati dal lockdown).

Si dibatte nel Bel Paese dell'Unione Europea nel tempo del corona virus. Secondo alcuni, i “sovranisti”, una matrigna incapace di cogliere la drammaticità del momento. Secondo altri, gli “europeisti”, una costruzione che è stata capace attraverso le decisioni della Banca Centrale e attraverso i provvedimenti fiscali in corso di attuazione di affrontare la drammaticità del momento.

Si hanno quelli che della Cina ammirano l’efficienza con cui è stato debellato il corona virus insieme gli aiuti sanitari che riceviamo. Si hanno quelli che sostengono che la Cina, nonostante abbia (forse) debellato il corona virus, resta una autocrazia dalla quale non è saggio accettare gli aiuti sanitari. Si hanno, infine, quelli che ammirano la Cina sulla spinta mai sopita delle proprie passioni giovanili.

Il coronavirus potrebbe azionare la leva del risentimento e così sublimare la presa di potere da parte del populismo?