A maggio prima delle elezioni europee avevamo sostenuto che gli economisti hanno un ruolo quando si deve agire perchè si ha una crisi. Continuamo a lavorare sull'argomento. Nella prima parte della nota ci chiediamo con quale frequenza le crisi - più precisamente le recessioni - sono state previste dagli economisti. La risposta è "quasi mai". Riportiamo poi una parte dell'articolo di maggio che sostiene che - che sia prevista o meno - quando si ha crisi si deve agire.

Nel mese di giugno di quest’anno in sede di Asset Allocation e dopo le elezioni europee avevamo sostenuto la tesi che l'esito elettorale avrebbe potuto alimentare una spinta verso una doppia aggregazione – verso un nuovo “bipolarismo”: un Centro-destra a trazione Lega ed un Centro-sinistra a tradizione M5S. Ossia un neo bipolarismo che vedrebbe i protagonisti del bipolarismo della Seconda Repubblica – il PD e FI - “risucchiati” dalle forze populiste emerse ai loro lati.

La decisione presa dai democratici di tentare l'impeachment di Donald Trump, anche in seguito alla vicenda ucraina che coinvolge un importante candidato democratico alle presidenziali del prossimo anno, apre la strada alla candidatura di Elizabeth Warren (1). La quale ha avuto un percorso politico complesso (2). Più di dieci anni fa avevamo riassunto (3) una conferenza della Warren, allora avvocato e professore a Harvard: «The coming collapse of the middle-class». Un argomento diventato virale negli ultimi anni, ma non dieci anni fa .

Di Internet si dice che sia uno strumento per controllare la vita dei popoli, una sorta di "Grande fratello" del nostro tempo, oltre che uno strumento per “rimbambire” la gioventù con i selfie. Intanto che Internet è diventato un nuovo “capro espiatorio”, se ne potrebbe aggiungere un altro. Alle donne possiamo addebitare sia parte della diseguaglianza crescente, sia parte della modesta natalità che alimenta il bisogno di immigrazione. Infine, non contenti ne possiamo trovare un terzo, molto di moda, un eco-capro: l'irrazionalità del consumo di carne bovina.

Non solo tra gli economisti ma in qualunque incontro tra amici e conoscenti più o meno curiosi delle vicende italiane potrebbe essere ad un certo punto emersa la domanda: ma come abbiamo fatto ad avere un debito pubblico così alto? Alcuni esperti potrebbero aver risposto compiutamente ma mediamente si sarebbe rimasti a bocca asciutta.