Una delle maggiori complessità del mercato azionario risiede nell’individuare le potenzialità di crescita delle società quotate, con particolare attenzione alla distinzione tra grandi e piccole aziende. Un primo passaggio obbligato consiste nella valutazione della liquidità delle azioni, intesa come facilità o meno per gli investitori grandi e piccoli di acquistare e vendere senza incorrere in fenomeni di rigidità di portafoglio che impediscano l’effettiva disponibilità e negoziabilità dei titoli.

Una casa di investimento suggerisce di dedicare maggiore attenzione alle piccole e medie società (SME) americane in quanto presentano valutazioni relative più interessanti rispetto alle maggiori capitalizzazioni. Non c’è nessun motivo per provare a contestare questo suggerimento mentre può essere interessante l’approfondimento di questa analisi come spunto per addentrarsi nelle forse ineliminabili difficoltà che si incontrano quando si analizzano i mercati finanziari.

Con il termine ‘buy-back’ (riacquisto) si intende la pratica delle società di riacquistare le proprie azioni. Il buy-back riduce il numero di azioni in circolazione a disposizione degli investitori e favorisce la rivalutazione dei prezzi. Ma come è vero in generale che non esistono “pasti gratis”, così è vero in particolare anche nel buy-back.

Esistono diverse classi di attività finanziarie nelle quali investire: azioni, obbligazioni a lungo e a breve termine, depositi bancari, immobili per citare le più note e disponibili, cui si possono aggiungere altre più o meno innovative e che sono meno accessibili e che soprattutto sono meno facili da negoziare: private equity, hedge funds, criptovalute, opere d’arte e via dicendo.

Era il 2016 quando il Fondo Monetario Internazionale, in uno studio specifico sul sistema finanziario tedesco (*), segnalava la pericolosità di Deutsche Bank (DB) per la stabilità finanziaria globale. Le fitte relazioni della prima banca tedesca con le altre principali banche sistemiche, insieme alla mole di derivati di dubbio valore e agli attivi illiquidi, erano alla base delle severe considerazioni.