Il passato è importante, conoscerlo permette di valutare gli errori compiuti e possibilmente evitare di ripeterli. La continua ed esponenziale accumulazione e archiviazione di dati è alla base del sempre più frequente utilizzo di strumenti di elaborazione che, macinando numeri su numeri, individuano le fragilità del passato e permettono di costruire portafogli idealmente sempre più stabili.

I prezzi delle azioni salgono così come quelli delle obbligazioni. Entrambi i mercati sono mossi dall'idea che la politica monetaria rimarrà lasca. Un'idea che nasconde una previsione (ovvio), ma anche una sopra valutazione (quasi una credenza) del ruolo (salvifico) dei tassi di interesse. L'idea è che questi siano in grado di sostenere gli andamenti dell'economia ed anche di lenire gli effetti delle crisi politiche (1). Quest'idea, potrebbe rivelarsi pericolosa nel caso di una crisi (2).  

Avevamo sostenuto la tesi che le istanze che emergono dal “popolo dei mercati” trovano una soluzione se raccolte dalla Banca Centrale. Si ha così un potere in grado di eliminare il malessere una volta che questo arrivi al giusto cospetto, proprio come accadeva una volta con gli scrofolosi, che, giunti davanti al trono, guarivano, seppur non proprio tutti, per il tocco dei Re: i re taumaturghi. Il potere che esercita la Banca Centrale nei confronti del “popolo dei mercati” - il marktvolk, assomiglia al potere che esercitano i politici populisti sullo staatvolk – il “popolo dei cittadini”, con entrambi i poteri che assomigliano a quelle accreditati in epoca pre moderna ai re. Nella prima parte della nota avevamo visto che la politica monetaria era ritenuta – da sola – in grado di arginare gli effetti negativi della guerra commerciale. In questa seconda parte sosteniamo per l'ennesima volta la tesi che i mercati finanziari si mantengono in equilibrio soprattutto grazie ai tassi e ai rendimenti bassi. Possiamo assumere che questo equilibrio si possa mantenere ancora per molto?

Le istanze che emergono dal “popolo dei mercati” trovano (o si crede che trovino) una soluzione, se raccolte dalla banca centrale. Si ha così un potere - quello della banca centrale - in grado di eliminare il malessere, una volta che questo arrivi al giusto cospetto. Proprio come accadeva secoli fa con gli scrofolosi, che, giunti davanti al trono, guarivano, seppur non proprio tutti, per il tocco dei re. I re taumaturghi, con il sostantivo che in greco significa: “ciò che opera prodigi”. Il potere che esercita la Banca Centrale nei confronti del “popolo dei mercati” - il marktvolk, finisce con il somigliare al potere che esercitano i politici soprottutto se populisti sullo staatvolk – il “popolo dei cittadini”, con entrambi i poteri che assomigliano a quelli a suo tempo accreditati ai re.

Non si ha evidenza di una tendenza al ribasso dei prezzi delle obbligazioni, ossia di un rialzo dei rendimenti, nonostante il loro livello sia anormalmente (secondo le medie storiche) basso. Nella prima metà del 2018 si è avuta nei mercati delle azioni una combinazione al rialzo dei prezzi per gli utili in ripresa scontati con dei rendimenti bassi. La combinazione al ribasso si è avuta nella seconda metà dello scorso anno con gli utili in frenata scontati con l'attesa di rendimenti in ascesa. Nel 2019 e fino ad un mese fa abbiamo registrato un rialzo dei mercati delle azioni trainato dall'attesa di rendimenti che resteranno bassi a lungo con utili più o meno invariati. Poi, invece, i mercati delle azioni sono flessi, così come è sceso il rendimento delle obbligazioni. Nell'ultimo mese i mercati delle azioni delle due sponde dell'Atlantico sono flessi ciascuno del 5 per cento. Quando i mercati delle azioni flettono in presenza di rendimenti in partenza bassi delle obbligazioni e pure in ulteriore discesa si ha un forte segnale di “avversione al rischio”.