Ricerche e Progetti

22 Giugno 2018 - Giorgio Arfaras

L'euro come instrumentum regni

Nella Grecia classica sorge l'idea che esiste un sistema (la retorica) in grado di rendere persuasive le argomentazioni (la logica), idea che matura con il sospetto (dei sofisti) che la verità coincida con l'affermazione più convincente. Nel mondo d'oggi, con il diffondersi della convinzione che le teorie scientifiche siano poco più che delle opinioni mascherate, alcuni pensano che una teoria possa valere anche se non è vera, purché sia utile, ossia se avrà dei seguaci. Una teoria vera anche se è utile, è sempre difficile da dimostrare, e perciò avrà scarso seguito. Una teoria anche falsa, invece, se è facile da dimostrare e se è utile, si diffonderà facilmente.

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17 Giugno 2018 - Giorgio Arfaras

Asset Allocation - Giugno 2018

Siamo in una condizione di equilibrio precario. “Equilibrio” per dire che le cose potrebbero restare come sono, “precario” per dire che esse potrebbero flettere, ma non precipitare. Abbiamo molti piani per leggere gli eventi, e molti non sono nell'ambito economico e finanziario, come l'Ordine liberale che non riesce ad espandersi e come il Populismo che si sta diffondendo. Qui esponiamo il ragionamento finanziario, rimandando ad altra occasione l'approfondimento dell'analisi finanziaria con le dinamiche politiche internazionali e nazionali.

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9 Giugno 2018 - Stefano Puppini

Il debito pubblico ieri ed oggi

Nel 1990 il debito pubblico italiano era di circa 670 milioni di euro, il 98% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Il debito pubblico dei paesi dell’area Euro era poco inferiore al 60% del PIL. La vita media del debito pubblico italiano, in altre parole quanti anni mancavano mediamente alla sua scadenza, era di circa due anni e mezzo. Le valute europee erano vincolate allo SME (Serpente Monetario Europeo) con cambi fissi che potevano oscillare in una banda ristretta.

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8 Giugno 2018 - Giorgio Arfaras

Futurologia

La tesi “internazionale” è questa: i Paesi illiberali avranno un peso sempre maggiore nell'economia mondiale, e quelli liberali – sempre ricchi in termini assoluti, ma meno ricchi di prima in rapporto ai Paesi illiberali – si rinchiuderanno dove erano alla fine degli anni Ottanta, ossia intorno alle due rive del Nord Atlantico, in Giappone, e nell'emisfero australe.

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2 Giugno 2018 - Giorgio Arfaras

Le elezioni del 2018 sono una novità?

Nel 2013 – elezioni nazionali - e nel 2014 – elezioni europee - si avevano dei progetti molto simili a quelli che sono poi emersi con le elezioni nazionali del 2018. La contrapposizione ai progetti di Forza Italia, del M5S, e del PD di Bersani, che possiamo etichettare come crescita trainata dal settore pubblico, si aveva solo nell'esperienza prima di Letta e poi di Renzi, un'esperienza che possiamo etichettare come “austerità espansiva” - non proprio una novità perché già inaugurata da Monti nel 2011. Insomma, questa è la tesi: ciò che era ben presente ma che non era passato nel 2013 e nel 2014, è dilagato pochi anni dopo. Perché mai?

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