Il passaggio della Germania e del Giappone all'ordine liberale per effetto della sconfitta nella guerra “calda” è stata il penultimo grande mutamento nei rapporti di forza nel mondo. L'ultimo è stato la perdita da parte dell'Unione Sovietica di metà dei propri territori come conseguenza della sconfitta nella guerra”fredda”. Tentiamo un’analisi della Germania e della Russia, cercando la logica della loro distribuzione del reddito e della ricchezza che ha natura profondamente diversa nei due Paesi. Iniziamo con la Germania.

Nella prima parte avevamo visto che, mettendo insieme i numeri, si scopre che tanto maggiore è la vicinanza fra il reddito della famiglia d’origine e quello dei figli, tanto maggiore è la diseguaglianza. Altrimenti detto, quando si hanno meno opportunità ai nastri di partenza, si ha ai nastri di arrivo più diseguaglianza. Nella prima parte avevamo visto che le cose stanno “staticamente” come sono state appena ricordate, ma abbiamo anche visto che il “movimento lungo” è stato quello di enorme un miglioramento del tenore di vita - approssimato dalla speranza di vita alla nascita - di tutti, ciò che è avvenuto con una diseguaglianza che si è mantenuta più o meno significativa.

È così importante la diseguaglianza? Se tutti hanno le stesse opportunità in partenza, si ha chi, alla fine della corsa, ha ottenuto di più e chi di meno ma solo per impegno e fortuna. In questo primo caso chi contesta la diseguaglianza contesta il risultato altrui ed il proprio.Se, al contrario, non si hanno le stesse opportunità, allora chi ha ottenuto di più - comunque  sempre per merito e fortuna - è partito favorito, e chi ha ottenuto di meno è partito sfavorito. In questo secondo caso chi contesta la diseguaglianza non dovrebbe come prima avere come obiettivo il risultato finale, ma la mancanza di eguaglianza nelle opportunità di partenza.

Uno dei temi finanziari di inizio anno maggiormente raccontati riguarda la crescita dei mercati azionari del 2019. L'altro è la compressione continua dei rendimenti delle obbligazioni. Una compressione che va vanti dai primi anni Ottanta.

Le previsioni sono impossibili, specie quelle sul futuro”. Non possiamo - anche per esperienza diretta - che essere d’accordo con quest’asserzione, ma provare a delineare delle tendenze forse è meglio che muoversi “al buio”. I punti maggiori per il 2020 sono: 1) la politica monetaria resterà espansiva, e si potrà avere un ritorno della politica fiscale; 2) il contesto politico si manterrà al di qua della soglia del pericolo grave.