Ricerche e Progetti

28 Giugno 2018 - Giorgio Arfaras

Francia o Germania?

Si dibatte nel Bel Paese dell'asse franco-tedesco che dovrebbe cambiare in meglio l'equilibrio europeo divenuto precario e con quale dei due Paesi avere dei legami più stretti. Questo asse fa fatica a trovare una direzione comune per la diversa impostazione della politica economica. L'Italia oscilla fra il "partito francese" – che vuole prima la crescita e poi le riforme, e il "partito tedesco" – che vuole prima le riforme e poi la crescita. Di seguito una guida alla vicenda.

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23 Giugno 2018 - Stefano Puppini

Come cambia la borsa - II

Forse è banale o forse no, ma certamente il mondo delle società quotate cambia molto più velocemente di quanto a noi sembri. Non sono fenomeni facilmente percepibili. In fin dei conti cosa cambia se oggi è quotata Apple mentre trent’anni fa era poca cosa o se non esistono più le grandi società ferroviarie d’inizio ‘900 ? I mercati azionari sono costituiti dalla Borse Valori che tali sono e tali restano, poco importa cosa contengono tanto è l’indice che conta.

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22 Giugno 2018 - Giorgio Arfaras

L'euro come instrumentum regni

Nella Grecia classica sorge l'idea che esiste un sistema (la retorica) in grado di rendere persuasive le argomentazioni (la logica), idea che matura con il sospetto (dei sofisti) che la verità coincida con l'affermazione più convincente. Nel mondo d'oggi, con il diffondersi della convinzione che le teorie scientifiche siano poco più che delle opinioni mascherate, alcuni pensano che una teoria possa valere anche se non è vera, purché sia utile, ossia se avrà dei seguaci. Una teoria vera anche se è utile, è sempre difficile da dimostrare, e perciò avrà scarso seguito. Una teoria anche falsa, invece, se è facile da dimostrare e se è utile, si diffonderà facilmente.

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17 Giugno 2018 - Giorgio Arfaras

Asset Allocation - Giugno 2018

Siamo in una condizione di equilibrio precario. “Equilibrio” per dire che le cose potrebbero restare come sono, “precario” per dire che esse potrebbero flettere, ma non precipitare. Abbiamo molti piani per leggere gli eventi, e molti non sono nell'ambito economico e finanziario, come l'Ordine liberale che non riesce ad espandersi e come il Populismo che si sta diffondendo. Qui esponiamo il ragionamento finanziario, rimandando ad altra occasione l'approfondimento dell'analisi finanziaria con le dinamiche politiche internazionali e nazionali.

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9 Giugno 2018 - Stefano Puppini

Il debito pubblico ieri ed oggi

Nel 1990 il debito pubblico italiano era di circa 670 milioni di euro, il 98% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Il debito pubblico dei paesi dell’area Euro era poco inferiore al 60% del PIL. La vita media del debito pubblico italiano, in altre parole quanti anni mancavano mediamente alla sua scadenza, era di circa due anni e mezzo. Le valute europee erano vincolate allo SME (Serpente Monetario Europeo) con cambi fissi che potevano oscillare in una banda ristretta.

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