Il punto di vista maggioritario su quel che sta accadendo nello Stato ”democratico capitalistico avanzato” (DCA) dipinge un quadro quasi apocalittico. Secondo questo punto di vista, lo Stato DCA si è molto indebolito per la diffusione delle idee neoliberali e per la globalizzazione. Questi accadimenti sono all'origine della maggior disuguaglianza, che non è stata contrastata da una maggior redistribuzione. Ecco che emerge il mondo delle oligarchie cosmopolite annegate nel mare delle diseguaglianze che è all'origine della “rivolta contro le élites”, alias il Populismo. Il punto di vista minoritario, che abbiamo iniziato ad esporre e che continuiamo ad esporre in questa nota, sostiene, al contrario, che vi è sì stata una spinta dalle idee neoliberali e della globalizzazione, ma che questa è anche legata ad un diffuso desiderio del nuovo ceto medio di ampliare la base della propria fortuna, ossia lo spazio dell'“economia della conoscenza”, ciò che avviene a danno del ceto medio debole.

Come noto il livello dei rendimenti governativi tedeschi è molto basso, addirittura negativo per le scadenze tra un mese e dieci anni. Questi valori, molto inferiori ai rendimenti italiani, esprimono il giudizio di affidabilità dei mercati finanziari che si sintetizza nel rating AAA attribuito dalle varie agenzie alle emissioni dello Stato tedesco. Neppure gli USA godono di una simile reputazione avendo perso la tripla AAA di Standard & Poors qualche tempo fa. Questo eccelso grado di affidabilità potrebbe ragionevolmente tradursi in valutazioni della Borsa tedesca migliori di altri paesi meno virtuosi. Così non è.

Gran parte della polemica su quel che sta accadendo negli ultimi due decenni nei Paesi organizzati come Stato ”democratico capitalistico avanzato” (DCA) dipinge un quadro quasi apocalittico. Secondo questo punto di vista, che è maggioritario, lo Stato DCA si è molto indebolito per la diffusione delle idee neoliberali e per la globalizzazione. Questi accadimenti sono all'origine della maggior disuguaglianza, che non è stata contrastata da una maggior redistribuzione, perché, semmai il governo di un Paese osasse una redistribuzione, vi sarebbe subito una fuga dei capitali. Ecco allora che emerge il mondo delle oligarchie cosmopolite annegate nel mare delle diseguaglianze che è appunto all'origine della “rivolta contro le élites”, alias il Populismo. Già, ma se non fosse vero?

Uno studio di alcuni economisti della Bank of England (BoE) tocca un argomento particolarmente interessante e attuale in parte già affrontato (*)(**). Il tema riguarda il legame tra tassi di interesse e investimenti (***). Partendo da alcuni semplici ma non ovvii punti di partenza l’analisi cerca di comprendere come sia possibile che la discesa verticale dei tassi avvenuta negli ultimi quarant’anni non sia stata accompagnata dalla crescita degli investimenti misurati in rapporto al Prodotto Interno Lordo.

Il lavoro è in due parti. Nella prima abbiamo – dopo la premessa - raccolto in pochi grafici le informazioni che consentono di cogliere quello che - secondo noi - è il punto nel campo dell'economia detta reale. Trovate a seguire una digressione sul Meridione, ed una previsione politica. Nella seconda parte - non avendo nella prima fatto menzione dei problemi più noti, quelli legati al debito pubblico, alla crescita, eccetera – trovate un prontuario delle opzioni - secondo noi - sbagliate di politica economica.