Io amo il mio Paese, amo mia moglie, amo il mio cane”. La semplice canzone strimpellata nella sigla di una popolare serie televisiva, con un motivetto appiccicoso come la colla, potrebbe diventare tra due mesi l'inno non ufficiale dell'Ucraina, dove la campagna elettorale per le presidenziali si sta sviluppando nella più sorprendente e inedita sceneggiatura politica del 2019.

Alla fine del 2018 sembrava che la “grande corsa” della borsa statunitense fosse dopo un decennio finita. Dall'inizio del 2019, invece, vi è stato un forte rimbalzo che ha riportato il livello dei prezzi delle azioni dov'era alla fine dello scorso anno. Come è stato possibile? Trovate una sintesi delle nostre argomentazioni di fine 2018 e dei primi mesi del 2019. Alla sintesi del pregresso segue l'aggiornamento. Infine, trovate un'analisi di quanto sta accadendo in campo politico nel Bel Paese. 

Invece di un mondo irenico votato agli scambi e organizzato in regimi di democrazia delegata – il sogno della fine degli anni Ottanta, quello della "fine della storia" – ne abbiamo uno - fuori dall'Occidente - dove dominano le autocrazie, con l'altro – interno all'Occidente – dove emergono i populismi.

Di seguito proviamo a scavare negli aspetti economici di questi due mondi. Nel primo domina il “capitalismo dei compari”, nel secondo la rendita immobiliare e la concentrazione dei settori in poche imprese. Come si vede, e al contrario del luogo comune sul prevalere del “libberismo”, siamo ben lontani da un regime liberale in politica e concorrenziale in economia.

Tema complesso e delicato, la questione della necessità o meno di investire quanto, dove e come sta coinvolgendo buona parte del dibattito economico e politico. Tutto ciò sarebbe un bene se il dibattito fosse concentrato sulla direzione da prendere, sulle scelte da fare per il futuro, sui settori sui cui puntare e sulla migliore combinazione tra investimenti pubblici e privati.

Giorni fa un Consiglio dei Ministri, che doveva discutere dell'autonomia regionale, si è concluso con un nulla di fatto. Era in discussione la bozza di intesa dello Stato con la Lombardia, il Veneto e l'Emilia Romagna - la riforma bandiera della Lega. Appena dopo la Campania ha fatto una richiesta formale per avere anch'essa l'autonomia. Insomma, le cose si stanno complicando. Invitati a un dibattito su queste vicende molto delicate abbiamo velocemente raccolto i nostri lavori sul Meridione – i primi due paragrafi (1), (2).