La Banca Centrale degli Stati Uniti (FED) ha deciso di alzare i tassi (di poco, dello 0,25%), e di calibrare i rialzi successivi sugli andamenti economici effettivi. Ogni membro della FED deve esprimere la propria opinione, e così si sa che la previsione mediana sui tassi è - alla fine del prossimo anno - intorno al 1,5%, la stessa previsione che era stata fatta a settembre. Inoltre, la FED ha dichiarato che non venderà i titoli di stato che aveva comprato in abbondanza fino a che le cose non si saranno chiarite.

La caduta del prezzo del petrolio riduce i ricavi delle imprese del settore, mentre riduce i costi degli utilizzatori. Più in generale – a seconda del livello delle accise – riduce anche la spesa per l'energia dei consumatori. E questo è noto, così come è noto che i paesi produttori ci rimettono, perché una parte non modesta delle loro esportazioni è nel campo delle materie prime, così come il loro stato sociale è in buona parte finanziato dalla rendita petrolifera e non dalle imposte.

CAPE è l’acronimo di Cyclical Adjusted Price Earnings. Elaborato dal premio Nobel Robert J. Shiller, il CAPE permette di valutare le Borse sulla base del multiplo più diffuso, ovvero il rapporto tra Prezzo e Utili, rettificando gli utili in media mobile degli ultimi dieci anni per l’inflazione. In questo modo, il ciclo degli utili reali è attenuato. Se troppo alti per alcuni anni sono “limati”, se sono troppo bassi sono “assorbiti” dalla media.

Confrontiamo gli andamenti puntuali con quelli storici (la media degli ultimi trenta anni). L'anomalia che si riscontra oggi rispetto al passato sia negli Stati Uniti sia in Europa non è nelle azioni, ma nelle obbligazioni.

Col summit sul clima di Parigi è ripartito il trenino mediatico della salvezza del pianeta dalle malefatte umane. Il “climatismo” piace quasi a tutti. Sta nascendo, in altre parole, una nuova coscienza collettiva che salverà il mondo. Sicuro che le cose stiano proprio così, ossia che rischiamo di distruggere il pianeta? C'è chi dice sì e chi dice no (1). Non sapendo proprio con chi schierarci, usiamo l'arma dell'ironia riproponendo una cosa scritta nel 2009 (2), (3).