Con il termine mercati emergenti vengono indicati i paesi le cui economie non hanno ancora raggiunto caratteristiche simili a quelle dei cosiddetti paesi sviluppati (1).  E’ una definizione che è cambiata nel corso del tempo e che oggi tende a differenziarsi secondo i diversi stadi di crescita economica ma anche in funzione di diversi elementi tra cui, ad esempio, l’accessibilità degli investimenti esteri, la qualità delle infrastrutture, lo spessore dei mercati finanziari, l’affidabilità e solidità del sistema legislativo e regolamentare.

In molti pensano che l'Europa diventerà Eurabia (1), a meno di una forte reazione per impedire che questo avvenga. Se questo evento avesse un qualche probabilità – una probabilità diversa da zero va sempre riconosciuta – dovremmo registrare – assumendo che gli eventi siano anticipati – una catastrofe in campo economico – e non solo. Così però non è. La conclusione finanziaria è che possiamo avere delle escursioni dei prezzi in seguito alle tensioni in corso, ma che è ben difficile che si vada molto oltre. L'argomentazione a favore della tesi della tenuta dell'Europa è meta-economica.

Nella incessante competizione tra prezzo e valore, che contraddistingue l’attività di investimento nelle società quotate nelle Borse valori di tutto il mondo, un ruolo decisivo viene svolto dalle stime effettuate dagli analisti finanziari sulle prospettive di utili che presumibilmente verranno generati nei prossimi anni. L’importanza delle simulazioni si concretizza nella definizione del rapporto tra prezzo segnato in Borsa e l’utile atteso, cosiddetto PE (Price to Earnings).

Nella prima parte affrontiamo il tema del terrorismo e concludiamo affermando che, fin tanto che si avranno degli attentati maggiori ma infrequenti, l'economia sia reale sia finanziaria non dovrebbe risentirne. Nella seconda affrontiamo i mercati finanziari, e concludiamo affermando che siamo nell'intorno di un massimo, senza segni chiari del movimento successivo.

Le aspettative di un rialzo dei tassi di riferimento da parte della FED americana a dicembre sono risalite a circa il 90%. Questo dato è un indicatore soggetto a forti oscillazioni. Le aspettative erano al 100% a inizio estate ovvero quando gli indicatori di mercato davano per certo il rialzo a luglio; qualche settimana fa solo il 40% degli operatori finanziari si attendevano un prossimo rialzo dopo che a settembre ancora si era rimasti al nulla di fatto.