Al solito – ma forse più del solito - un dibattito molto importante come quello intorno alla recessione si frantuma in un gran numero di polemiche inconcludenti. Prevalgono i tifosi - gli hooligans, mentre il grosso della popolazione – gli hobbits, sembra indifferente. Qui proviamo a comportarci in maniera distaccata - da vulcan (1). La conclusione è che la “colpa” degli andamenti congiunturali è del governo in carica, mentre quella strutturale andrebbe divisa fra le classi dirigenti degli ultimi decenni.

Gli amanti della vela sanno che ci si deve sedere dalla parte opposta all’inclinazione della barca per fare da contrappeso alla forza del vento ed evitare così che la barca capotti (tecnicamente si dice scuffiare) e all’equipaggio di finire in acqua. Questa metafora potrebbe essere applicata utilmente al processo di investimento sui mercati finanziari con l’obiettivo di evitare che i portafogli “scuffino” e che mantengano la rotta desiderata.

La nota riprende - rielaborandoli - gli altri lavori sull'argomento, e termina con una parte nuova: “Le forze frenanti”.

E' stato appena pubblicato uno studio che analizza l'impatto delle nuove tecnologie sull'occupazione negli Stati Uniti. I temi che emergono sono due: (a) i lavori che richiedono una minor qualificazione saranno i più colpiti – una tesi da tempo nota; (b) le aree più colpite saranno quelle che hanno votato per Donald Trump – una tesi non del tutto nuova ma finora poco studiata. Per chi fosse interessato ecco lo studio (1), che trova una sintesi qui (2). Sorge subito la domanda: come reagirà l'Amministrazione, soprattutto se avrà un secondo mandato? Lascerà correre l'impatto della nuova tecnologia, oppure cercherà di frenarlo. Un dilemma non nuovo, infatti lo si ha dai tempi di Tiberio e Vespasiano (3).

Come noto, si incontrano spesso classifiche e giudizi che non sono particolarmente favorevoli al Belpaese. Alcuni modelli di confronto poco favorevoli rispetto ad altri paesi hanno, purtroppo, qualche reale fondamento, altri sono meno comprensibili e appartenenti più al mondo del pregiudizio che alla realtà. Evitando vittimismi o imprecazioni, il ristoro di un più adeguato livello reputazionale è un desiderio condiviso e che richiede sforzi in molteplici direzioni.