Tra la massa di numeri che emerge da qualunque competizione elettorale merita qualche attenzione il dato sull’affluenza al voto. Questa analisi non fornisce informazioni di natura strettamente politica ma piuttosto può visualizzare l’atteggiamento dell’elettorato di fronte al quesito su cui è stato chiamato ad esprimersi secondo lo strumento principe dei sistemi democratici, il voto. 

Non si ha evidenza di una tendenza al ribasso dei prezzi delle obbligazioni, ossia di un rialzo dei rendimenti, nonostante il loro livello sia anormalmente (secondo le medie storiche) basso. Nella prima metà del 2018 si è avuta nei mercati delle azioni una combinazione al rialzo dei prezzi per gli utili in ripresa scontati con dei rendimenti bassi. La combinazione al ribasso si è avuta nella seconda metà dello scorso anno con gli utili in frenata scontati con l'attesa di rendimenti in ascesa. Nel 2019 e fino ad un mese fa abbiamo registrato un rialzo dei mercati delle azioni trainato dall'attesa di rendimenti che resteranno bassi a lungo con utili più o meno invariati. Poi, invece, i mercati delle azioni sono flessi, così come è sceso il rendimento delle obbligazioni. Nell'ultimo mese i mercati delle azioni delle due sponde dell'Atlantico sono flessi ciascuno del 5 per cento. Quando i mercati delle azioni flettono in presenza di rendimenti in partenza bassi delle obbligazioni e pure in ulteriore discesa si ha un forte segnale di “avversione al rischio”.

Passata la tempesta odo augelli far festa…” In realtà non si può sapere se la tempesta è effettivamente passata o scongiurata ma qualcosa di meno eclatante rispetto ai timori di assalto sovranista alle istituzioni europee è accaduto. Sia il Partito Popolare Europeo (PPE) che i Socialisti e Democratici (S&D) sono saldamente i due gruppi parlamentari di maggior peso, anche se la somma dei loro seggi non permette la costituzione di una maggioranza parlamentare. 

La Lega è passata da 5 milioni e mezzo di voti a oltre 9 milioni. Il Movimento Cinque Stelle è passato da quasi 11 milioni di voti a 4 milioni e mezzo. Il Partito democratico ha mantenuto i suoi 6 milioni di voti, ma questi - su un'affluenza più bassa - valgono il 22.7% e non – come lo scorso anno - il 18.7%. Forza Italia passa da 4 milioni e mezzo a 2 milioni e 300 mila voti. Insomma, il risultato elettorale delle europee, se misurato come numero di voti, appare del tutto evidente. Molto meno chiaro, invece, è provare a immaginare che cosa potrà mai accadere.

Il tema delle banche è sempre molto sentito ma è un argomento non facilissimo da raccontare perché richiede leggerezza e profondità allo stesso tempo. Inoltre, le tecnicalità del settore non sono sempre di facile intuizione e la loro illustrazione può creare più confusione che altro. Messe le mani avanti, si può procedere nel fare il punto sulla solidità e redditività prospettica delle banche della zona euro.